Chiauci (IS). Amerigo Iannacone. Il Paese a rovescio e altre fiabe.

Chiauci (Isernia)
“Il Paese a rovescio e altre fiabe”, nuovo libro di Amerigo Iannacone.
Lunedí 5 gennaio 2009. dalle ore 17, è stato sarà presentato a Chiauci (Isernia), ex Edificio Scolastico, l’ultimo libro di Amerigo Iannacone “Il Paese a rovescio e altre fiabe” (Ed. Eva, Venafro 2008, pp. 104, € 11,50).
Ne hanno parlato, insieme con l’autore, lo scrittore caiatino Aldo Cervo.
L’organizzazione è stata del Comune in collaborazione con la libreria “ La Luna e sei soldi” di Roberta D’Andrea.
Autore prolifico, Amerigo Iannacone, nato e residente a Venafro, è scrittore già noto, per avere pubblicato finora una trentina di libri tra narrativa, poesia, saggistica, critica letteraria ed altro. Solo pochi mesi fa, nel luglio 2008, era uscito il suo precedente libro “Cronache reali e surreali” (Ed. Eva, Venafro 2008, pp. 144, € 12,50), una raccolta di quarantadue racconti. Suoi libri e singoli testi sono stati tradotti in varie lingue. È fondatore e direttore del mensile letterario e di cultura varia Il Foglio volante, al suo ventiquattresimo anno di vita. Ha collaborato a quotidiani, periodici e televisioni private. Tuttora collabora a diverse testate.
Maurizio Vitiello
CONTRIBUTI
Vari piani di lettura nell’opera Il Paese a rovescio di Amerigo Iannacone
Non era facile prevedere che alla vasta e ben controllata produzione letteraria/culturale di Amerigo Iannacone si aggiungesse questo lavoro del tutto singolare: Il paese a rovescio. Noi lo abbiamo seguito con attento interesse dalle prime prove alle piú recenti. L’ordine e la misura, i codici che hanno regolato la sua varia e vasta produzione (poesia, narrativa, saggistica, ricerche storiche, studi linguistici condotti sempre nello sviluppo pur variante della tradizione) non sollecitavano minimamente una immissione poderosa dentrouna fantasia creatrice del tutto originale… Noi in oltre mezzo secolo di letture non ci siamo mai imbattuti in un libro che ci abbia divertito tenendoci costantemente vincolati in urna gioiosità di strane e piacevolmente inedite invenzioni. L’originalità della diletta divagazione spaziante nelle aeree pagine su temi inventati dall’autore, terminata la lettura, ci ha imposto di rileggere dalla prima all’ultima pagina. Prima di staccarci dal libro ci siamo fermati su questa riflessione: datesi la pigrizia mentale e la malevolenza oggi tanto diffusa nei confronti del libro e ancor piú nei confronti della lettura, un libro come questo, pur nella vaghezza sfuggente dei contenuti, ha un valore eccezionale, quello di alimentare simpatia e amore per il libro e la lettura. In effetti lalettura di questo libro non dà mai segni di annoiare, non stanca mai, anzi piú si procede piú cresce il piacere di leggere. Noi lo riteniamo un autentico capolavoro per questo fondamentale valore, vogliamo dire per trasmettere, in particolare agli alunni delle scuole elementari e medie (ma non escludiamo gli adulti indisposti nei confronti del libro/lettura), l’amore per la lettura in generale (in Italia ne abbiamo un vitale bisogno). Ci siamo fermati su questa eccezionale funzione, ma in una seconda lettura con quei diffusi tocchi di ironia queste favolette contengono utilissimi e rapidi insegnamenti nei confronti del vivere sociale, indicazione di condotta generale e singolare… Ci piace anche riferire che noi spesso in queste pagine abbiamo sentito e vissuto il fremere della poesia piú vera, semplice, emergente dai primi strati della vita. Ecco qualche breve citazione: da Il corvo — …cantava cosí bene, aveva una voce tanto armoniosa ed era talmente intonato che era stato soprannominato “L’usignolo”; dalla fiaba sull’ombra: “Tutto felice allora l’ex delinquente andava mostrando a tutti la sua ombra: — Guardate che bell’ombra che ho! — E quando pioveva, quando era nuvolo, non usciva di casa, per non dover uscire senza ombra”; dalla fiaba sulle nuvole: “Tutto il cielo si rattristò, milioni e milioni di lacrime cominciarono a cadere dalle nuvole in una fitta pioggia argentata”. Chiudiamo le citazioni rilevando la funzione dell’amore citando dalla fiaba Aioia e Bbln: “Appena il bimbo cominciò a dire le prime parole si resero conto che non diceva né ‘aa’ e ‘aà’, né ‘mmm’ e ‘pp’, ma ‘mamma’e ‘papà’, usando sia le vocali sia le consonanti”. In una lettura superficiale sembra una sciocchezza, eppure a ben riflettere vi si sente la fiorente potenza dell’amore.
Altro valore notevole di queste pagine è nella limpidezza, nella coerenza, nella scelta intelligente della terminologia aderente sempre alla sostanza trattata. Un narrare fluido, flessibile che attrae il lettore in un variante ritmo fonico, morfologico, figurale, persino cromatico. E non è valore narrativo di poco conto la precisione con la quale lo scrittore Amerigo Iannacone caratterizza questi numerosi personaggi che danno rilievo e vita al libro: personaggi che spesso sono al di fuori del comuane, dell’ordinario e danno il moviménto essenziale e l’essenza significante ai vari testi, favolosi e divertenti. Riferiamo un esempio: nella favoletta sulle nuvole troviamo scolpite Ovattina e Bambagetta e una madre col bambino. Questi quattro personaggi, ognuno con il suo preciso carattere, animano e completano tutta la divertente scena. Da rilevare è anchel’abilità precisa e sempre attiva dell’invenzione fantastica vigorosa atta a ricavare dalla realtà in cui si vive immersi un’altra realtà che a ben intendere tanto fittizia non è: l’invenzione ruota intorno ai personaggi e con intuizione eccezionale attribuisce loro quanto consenta il loro stato psicofisico.
Concludiamo con l’annotazione che sia il tessuto narrante sia la sostanza narrata offrono vari piani di lettura: da quella immediata, letterale, … a quella ironica sociale, persino a non pochi lampi poetici/filosofici. Si giunge con acuti/intuiti all’alta fantasia ragionata.
Vincenzo Rossi
Il Paese a rovescio e altre fiabe
Il “Paese a Rovescio” è una raccolta di 36 fiabe dalle atmosfere improbabili e surreali.
In un simpatico e mordace ribaltarsi di situazioni si passa con frivolezza dall’emozione all’ironia, al paradosso e anche alla satira, con una scrittura però sempre garbata ed elegante.
L’autore sembra divertirsi giocando a rimpiattino, lanciando strali ai potenti con la forza dell’ironia, dell’incrociarsi di dubbi e di certezze, di sottintesi e di metafore, di stuzzicanti incursioni in una realtà che non c’è ma che potrebbe esserci, di parole che non esistono perché rovesciate, di personaggi che sfuggono il presente e che, forse sarebbe più giusto dire, si appropriano del presente giocando sul futuro.
Si tratta di fiabe e di racconti flash dal respiro suadente che si avvalgono di intersecanti presenze di “re” che scompaiono, di fenomeni moltiplicatori, di cleptomani che si appropriano dell’acca ma che hanno a che fare con chi preferisce “otel” ad “hotel” oppure preferisce ascoltare il gallo che canta “chicchiricchí” e non già “cicciriccí”.
Ispirandosi ai lipogrammi, testi in cui non può essere usata una lettera dell’alfabeto, nel racconto “Aioa e Bbln” le consonanti sono praticamente sconosciute nel paese di “Aioa” e le vocali invece, nel paese di “Bbln”. Saranno gli occhi vispi di un bambino a creare, a dispetto della dialettica dei genitori, la melodia più armoniosa della specie umana, la parola “mamma”. Da qui nascerà, ironicamente, la storia di Babilonia.
Cosa dire poi del “Congresso dei venti” con la conseguente elezione del presidente. E del fatto che l’esercito della civiltà è composto da libri che intonano in coro una canzoncina che suona cosí: “Noi siamo i libri / i libri, i libri / siamo l’esercito/ della civiltà”?
Non solo ironia la sua. In “Paporco, Mammorca e Figliorco” l’emarginazione e i pregiudizi vengono superati senza problemi da Figliorco e da un bambino umano che puri nell’anima, superano le menzogne degli adulti facendo amicizia nel nome del gioco e della spensieratezza.
Nel “Paese a Rovescio” nel caso in cui nell’uomo esista una speranza di salvezza, essa è affidata a quell’irriducibile residuo d’ironia e d’incanto che a nostra insaputa, continua ad ardere nel cantuccio più segreto del cuore.
Nadia Turriziani