I Greci , il bacino del Sarno, la Villa Augustea di Somma Vesuviana , i riti orgiastici e l’inquinamento della penisola sorrentina e del sarnese vesuviano.
Certe volte mi viene da pensare che l’inquinamento del bacino sarnese vesuviano sia colpa dei Greci .
E si, perché secondo me i Greci lungo il Sarno , hanno avuto una influenza importate , analoga a quella che hanno avuto sulla sponda sinistra del Sele . E’ difficile oggi trovare le tracce della loro presenza, come quella lasciate a Paestum , perché il Vesuvio e la forte urbanizzazione delle area sarnese l’hanno cancellate , ma c’è una traccia indelebile che è difficile nascondere : fra Castellamare , Rovigliano , Torre Annunziata e Sant’Antonio Abate , le impronte dei Greci sono rimaste nel DNA e nel dialetto : basta guardare le persone per incontrane alcune alte e muscolose , , e ascoltare alcuni dialetti , così diversi e caratteristici , per immaginare che i discendenti degli Achei sono ancora fra noi . Tanti indizi non fanno una prova e in attesa che le indagini storiche vengano integrate con lo studio del DNA , confesso pur avendo tentato di localizzare una consistente presenza dei Greci in quest’area , non ci sono riuscito .
Ma non ho mai rinunciato a seguire questa suggestione :e così nel mio inquieto pellegrinare lungo il Sarno, dovuto prevalentemente un interesse ambientale, non manco mai di guardarmi intorno alla ricerca di indizi archeologici che possano confermare questa mia ipotesi .
Pochi giorni fa sono stato a Palazzo Capua a Sarno per seguire un Convegno avente per oggetto ‘ Il fiume Sarno da venerato a negato ‘ .
La Conferenza si è svolta al piano terra del Palazzo Capua , edificio dove è anche ospitato il Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno . E così finita la conferenza sono salito al piano superiore per vedere cosa c’era .
E la prima cosa che ho visto è stato un plastico che riproduceva il Tetro Greco di Sarno : ci siamo, ho pensato soddisfatto , ecco una prima prova della presenza dei Greci. Probabilmente i Greci si sono stabiliti qui , vicino alle sorgenti e non alla foce come è successo a Paestum . E’ da qui che devo ripartire la mia ricerca.
Poi ho guardato meglio il plastico del teatro. E meraviglia delle meraviglie il Teatro Greco scoperto a Sarno mi sembra somigli moltissimo , all’edificio scoperto a Somma Vesuviana
Avevo già avanzato circa un anno fa una mia ipotesi , che l’edificio monumentale , genericamente detto
‘ Villa Vesuviana ‘ non fosse altro che un teatro e specificatamente un tempio dedicato a Dionisio, e mi ero premurato di comunicarla agli studiosi che indagano sul sito . Finora non ha avuto né conferme né smentite , ed è del tutto logico che sia così , perché io che non ho competenze , posso permettermi anche di sbagliare , ma documentare una ipotesi da parte di chi segue il rigore della ricerca scientifica richiede tempo e prove a supporto. Ma adesso mi sembra di poter aggiungere questo altro elemento a supporto della mia ipotesi altri elementi , e di suggerire un interessante spunto per ulteriori ricerche : a Somma Vesuviana , molto probabilmente a pochi metri dal palco , c’è la gradinata da cui gli spettatori assistevano alle rappresentazioni , così come c’è a Sarno. Forse è ancora coperta dal lapillo, vale la pena di effttuare dei saggi per verificare questa ipotesi.
Di seguito potete vedere le foto della struttura di Somma Vesuviana e di Sarno
Detto ciò Io sono un Chimico e non un archeologo, lascio agli studiosi il compito di investigare queste mie ipotesi , rientro nelle mie competenze e vorrei ritornare da dove sono partito : cercare di capire quali sono le cause dell’inquinamento del Sarno ,e stabilire quali sono le azioni che si possono fare per ridurre l’inquinamento , oltre alla ovvia considerazione che bisogna garantire il controllo degli scarichi industriali e realizzare le fogne e collettori che presentano gravissime carenze in tutta l’area.
Io faccio parte della Grande Onda, movimento per la tutela dell’acqua, nato in penisola sorrentina grazie alla passione di Laura Cuomo , e partecipiamo attivamente insieme a tanti altri Comitati spontanei alla Rete a Difesa del Sarno. E la Rete Difesa del Sarno, per mettere in evidenza il fatto che non ci può essere recupero ambientale, senza la conoscenza del territorio, ha emesso e si impegna a diffondere la Carta dei Valori del Sarno
La Carta inizia ricordando a tutti che In questa vasta area non ci sono solo grandi attrattori come Pompei e Sorrento , ma tante perle , che formano tutte insieme una collana E la collana è più importante di ogni singolo grano e perciò per risanare l’area sarnese vesuviana bisogna valorizzare ogni singola perla . Bisogna far crescere la ricchezza prodotta dal turismo, ma anche porsi l’obiettivo di ridistribuirla equamente, valorizzando l’intera area : continuare a puntare solo sui grandi attrattori non solo non produce questo riequilibrio , ma porta ad una concentrazione di flussi, e conseguentemente all’antropizzazione e al consumo di poche aree . Questo non ci sembra uno sviluppo sostenibile e ovunque si notano già i segnali dei danni che si stanno producendo all’ambiente a alla salute dei Cittadini
Siamo invece conviti che ridistribuire il turismo su tutta l’area, non solo farà crescere la ricchezza , me contribuirà a ridistribuirla più equamente , e contribuirà a risanare molte ferite.
Le scoperte fatte a Somma Vesuviana e a Sarno sono importanti anche per questo . Adesso abbiamo non uno ma due nuovi teatri : bisogna dare risalto a questi ritrovamenti , inserirli in un circuito turistico e magari celebrare la Natura in questi luoghi …
Ma dobbiamo anche riflettere su come in questa area si continuino a celebrare riti orgiastici di lontanissima memoria, dove dietro una apparente celebrazione della Natura , se ne pratica il consumo , e la distruzione. C’ è un frattura da sanare : io non arrivo a proporre che come accade in tante civiltà , ci debbano essere alberi sacri da celebrare , né rocce sacre da venerare , anche se apprezzo tali civiltà , ma certamente penso che non si possa accettare che l’uomo distrugga se stesso in riti orgiastici , né tantomeno, a suo piacimento, tutto ciò che lo circonda .
E per realizzare questo cambiamento dobbiamo partire da molto lontano . dobbiamo sostituire al consumismo una diversa visione : quello che ci deve guidare è l’amore per ciò che ci circonda perché siamo custodi e non padroni della Natura.
Anche noi dobbiamo cambiare e per questo, mentre dobbiamo far crescere il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei cittadini , affinchè si realizzino le opere necessarie alla depurazione ed i controlli sugli scarichi industriali , dobbiamo anche impegnarci affinchè si affermi e si applichi il principio che per tenere pulito è sufficiente non sporcare .
Dobbiamo essere consapevoli che non esiste un impianto di depurazione o sistema di raccolta dei rifiuti che possa risolvere tutti i problemi .
Raffaele Attardi
PS
Se volete leggere la puntata precedente dove è descritta la struttura trovata a Somma Vesuviana e dove ci sono le motivazioni che mi hanno spinto ad ipotizzare che la struttura scoperta è un teatro e più precisamente tempio dedicato a Dionisio utilizzate questo è il link
http://www.positanonews.it/articolo/3196836/cronache-eco-antro-archeologiche
Raffaele Attardi