POMPEI BRUCIATE LE AMBULANZE DEL 118 sfiorata la tragedia

5 aprile 2018 | 09:46
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POMPEI BRUCIATE LE AMBULANZE DEL 118 sfiorata la tragedia

Pompei. Tragedia sfiorata nella notte: le fiamme hanno avvolto tre ambulanze con il rischio che potessero esplodere. L’incendio, avvenuto nel deposito di questi mezzi, è di matrice dolosa. Racket o vendetta privata? Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Per ora l’unica certezza è che le fiamme, che hanno messo a rischio gli abitanti della zona fi via Nolana, dove si trova il deposito, sono state appiccate da qualcuno che ha un conto in sospeso con il titolare della ditta di trasporto sanitario. L’uomo, G.B. 70 anni, agli inquirenti ha dichiarato di non aver mai ricevuto richieste estorsive e neanche minacce. A suo dire, dunque, nessuno avrebbe avuto interesse a distruggere le sue ambulanze. Eppure qualcuno ha date alle fiamme i mezzi di soccorso chiusi nel deposito di via Nolana. I vigili del fuoco, che sono intervenuti per domare i roghi, sono certi che l’incendio ha una matrice dolosa. All’interno di uno dei mezzi di pronto soccorso i pompieri e i poliziotti hanno trovato una tanica carbonizzata. Nell’interno di quest’ultima, affermano i vigili del fuoco, c’era del liquido infiammabile, forse benzina, che ha dato vita al rogo e che ha completamente distrutto le ambulanze. Ad accorgersi dell’incendio è stato lo stesso proprietario dei mezzi avvolti dalle fiamme. Verso le due di ieri il 70enne, che abita sopra il deposito dei mezzi di soccorso, ha sentito un forte odore di fumo. Dalla finestra ha quindi visto le fiamme divampare dal suo garage. Da qui è partita la richiesta di aiuto al centralino del commissariato di Pompei. Ed è solo grazie al tempestivo intervento degli agenti di polizia, agli ordini del vicequestore aggiunto Angelo Lamanna, e dei vigili del fuoco, che è stata scongiurata una tragedia. Pochi minuti più tardi la possibile deflagrazione dei mezzi avrebbe potuto provocare vittime tra i residenti. Gli stessi poliziotti e pompieri hanno rischiato la vita. I vigili del fuoco hanno lavorato fino all’alba per domare le fiamme. Il deposito è stato posto sotto sequestro, su disposizione della procura di Torre Annunziata, affinché gli uomini della polizia scientifica possano fare i rilievi utili alle indagini. Gli inquirenti indagano nella vita professionale e privata dell’uomo che, nel novembre scorso, era stato denunciato per i reati di falsificazione, contraffazione di documentazione sanitaria, truffa ed abuso edilizio. Gli agenti accertarono che il 70enne aveva falsificato l’autorizzazione sanitaria di una delle autoambulanze utilizzate dall’associazione mentre le autorizzazioni relative alle altre tre, peraltro prive di assicurazione, erano scadute da diversi mesi; nonostante questo l’uomo continuava a farle circolare e a prestare servizio per il 118. Per gli investigatori potrebbe esserci un collegamento tra i due fatti, tutto ancora da accertare. La polizia è alla ricerca di testimoni e di telecamere che abbiano registrato immagini utili per lo sviluppo dell’inchiesta. Per ora la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di incendio doloso. Resta da capire chi e perché ha voluto porre in essere un atto intimidatorio così eclatante. Dal giorno del sequestro le ambulanze non erano più operative: uno stop che aveva spinto gli ospedali dell’area e la clinica pompeiana Maria Rosaria, che si servivano di questi mezzi, a cercare soluzioni diverse per l’assistenza quotidiana ai malati e per il trasporto urgente di sangue o di ossigeno. Per questa ragione l’incendio non avrà ripercussioni sull’assistenza sanitaria.

Susy Malafronte