PSG, pronti 50 milioni per Allan-il Napoli su Barella

22 dicembre 2018 | 08:35
PSG, pronti 50 milioni per Allan-il Napoli su Barella

Non lasciamoci ingannare, perché a volte succedono cose, anche sotto ai propri occhi, che sembrano impossibili: però accadono. E può essere un’idea, un sospiro o una vocina, la più “indecente” delle tentazioni, ma è lì, occultata nella penombra del mercato, che intanto si muove secondo il richiamo delle esigenze.

Non lasciamoci neanche incantare dalle interpretazioni più o meno libere e dai “segnali di fumo” di questo macro universo: mica va sempre come sospettiamo! E se per esempio, tanto per dirne una, al Psg avessero cominciato a pensare – e persino seriamente – ad Allan, non si può negare d’essere in prossimità d’un tormentone, che finirebbe per rendere rovente persino un gelido gennaio.
I fatti sono separati dalle opinioni ma qualcosa si sta muovendo, sotto traccia, attraverso contatti diretti: il club parigino è interessato ad Allan, perché in mezzo al campo manca qualcosa, soprattutto adesso che Adrien Rabiot deve vivere da separato in casa e le prime mosse inducono a sospettare che ci proietteremo in un mese infernale.
APPUNTAMENTO. Il manager di Allan, Juan Manuel Gemelli, è stato a Roma nei giorni scorsi, scortato da due amici, per parlare a nome e per conto del Psg con Cristiano Giuntoli ed eventualmente strappare la disponibilità a trattare per Allan: discorso fronteggiato immediatamente, con un «no» secco pur dinnanzi alla apertura a proposte indecenti. Il Napoli non si muove, non vacilla di fronte alla prospettiva che possano piovere dal cielo di Parigi una cinquantina di milioni di euro: resta serenamente aggrappato al proprio Progetto, però ha anche il dovere di guardarsi intorno.

BARELLA. Perché è chiaro che nessuno, nel calcio, è padrone del proprio destino, in alcune circostanze, né si può immaginare cosa possa scatenare ancora e ulteriormente il Psg: ecco perché Giuntoli ha già individuato l’omologo di Allan, e deve essere forte e possibilmente italiano e necessariamente giovane, per esempio Nicolò Barella (22 a febbraio) che domenica scorsa ha dato spettacolo con il Cagliari proprio contro il Napoli, e che nelle movenze, nel forcing, nel pressing, quasi nella postura ricorda proprio il mediano brasiliano. Si chiamano marcature preventive anche in sede di calcio mercato queste qua, e bisogna attuarle per non dover scoprire d’essere in un lago di rimpianti. La concorrenza è agguerrita: occhio all’Inter.

SVILUPPI. Bisognerà monitorare il mercato, sperando che i radar colgano sempre i momenti ma anche i luoghi giusti, come quello spicchio di Roma dove Gemelli, i suoi due partner e Giuntoli hanno avviato una amabile discussione intorno ad una ipotesi che per ora è stata rimbalzata via ma che chissà, in futuro, e poi neanche così lontano, possa tornare ad essere prepotentemente sostenuta da altro ancora. Altrimenti, si può sempre lanciare un’occhiata a Castel Volturno e vedere se qualcuno si è incatenato ai cancelli.

9 Sfide con la Spal vinte dal Napoli Il Napoli ha vinto tutte le ultime 9 partite di Serie A contro la Spal, sua striscia di successi consecutivi più lunga contro una singola avversaria. La Spal invece ha vinto solo il 20% delle sfide di A al San Paolo (3 su 15), l’ultima nel marzo 1961 – completano il quadro 10 successi partenopei e due pareggi

Il tecnico ritrova il “suo” boxing day anche in Italia. E chiede il massimo

«Vai napoli, VOGLIO un 2019 con i botti»
Ancelotti: Tre partite in sette giorni, dobbiamo fare più punti possibili. Essere tornato in A mi emoziona il campionato è migliorato anche per merito del Var A gennaio nessun arrivo, a meno di scherzetti…

Carlo Ancelotti, 59 anni, prima stagione alla guida del Napoli ansa

Allan, 27 anni, salterà la Spal ma tornerà per l’Inter a San Siro mosca
Ditelo a parole sue: arricchendo il vuoto di sensazioni vaghe e restando quindi in quell’universo ch’è carico di dubbi, allestendo – ma con eleganza – un circolo vizioso dal quale non ne uscirete “vivi”, oppure sì, ma senza averci capito granché di questo pazzo, pazzo Napoli che resta avvolto in un sogno. «Ci aspettano tre partite in sette giorni e noi vogliamo prenderci il massimo: sono gare diverse, in cui la gestione atletica è meno problematica di quel che sembra e lo abbiamo dimostrato già nel recentissimo passato. Ci sarà turn-over, da subito, è ovvio, e comunque li ho quasi tutti qui con me e potrò scegliere. Unica certezza: raccogliere quanti più punti possibili». Undici uomini e una capanna: poi che sia un bianco Natale (mica un Natale in bianco), per restare aggrappati alla Vecchia Signora e per lanciarsi in questo boxing day che fa tanto Premier e che rispedisce Ancelotti in quel mondo ch’è suo. «Essere tornato mi ha emozionato: alleno una squadra che mi dà soddisfazioni, ricca di talenti e anche così difficile da rinforzare che al mercato, secondo me, a meno di scherzetti, non arriverà nessuno, perché un acquisto potrebbe alterare certi equilibri e una cessione rischierebbe di depotenziarci. Però è chiaro che se qualcuno dovesse incatenarsi a Castel Volturno e chiedere di andar via… Ma posso anche dire che ho trovato un calcio italiano migliore: il Var qualcosa ha dato, anzi tanto, anche se va migliorato; e anche l’ambiente è diverso e questo è un merito che va riconosciuto al presidente federale».
PERICOLO GIALLO. Il resto è aria salubre, verrebbe da dire, perché quando Napoli-Spal sarà finita e si sarà portata appresso la vigilia e pure l’ora e mezza di stress agonistico, sarà come cominciare a vivere un’altra vita, pur restando Carlo Ancelotti. «Non mi è mai successo di festeggiare un Natale con 20 gradi, di solito c’erano la nebbia o la neve e ora invece si può anche pranzare in terrazza». Perché il sole, si sa, bacia i belli: e bisognerà starsene sempre lì, a ridosso di Madame, con l’Inter a distanza di (apparente) sicurezza, proprio in prossimità dello scontro diretto: «Ma non chiedetemi di Koulibaly e Insigne diffidati… È un falso problema che non mi pongo: rinunciarci stavolta significherebbe sottrar loro due gare, quella con la Spal ed eventualmente quella in cui poi sarebbero squalificati. Deciderò serenamente e senza condizionamenti, evitando anche di pensare all’Inter, perché adesso dobbiamo prima vincere questa. Mancheranno Allan, vittima di un problema alla schiena, e Mario Rui, che è rientrato dopo una triste vicenda personale». LAST MINUTE. La Spal, poi l’Inter e il Bologna: è un bel modo per lanciarsi in questo finale di girone, e di 2018, portandosi appresso l’allegria d’una squadra spensierata, che si inoltra nell’incognita del suo futuro credendo che ci sia sempre un domani, anche quando le partite – e pure le speranze – siano finite: «Se segniamo alla fine vuol dire che stiamo bene in salute, che la condizione ci consente di essere brillanti sino all’ultimo istante. Cogliamo i momenti ma anche un pizzico di fortuna che, va ricordato, in genere arriva se uno se la è meritata. Siamo consapevoli delle difficoltà di questa partita, la affronteremo con il piglio giusto e convinti che dovremmo superare difficoltà naturali, ovvie. Ma siamo pronti il giusto, abbiamo recuperato bene e sono convinto che lo faremo anche in questo tour de force che è una novità invitante per il nostro calcio. Io sono ottimista, mi piace questa squadra e so che darà soddisfazioni: il resto speriamo di regalarlo dopo, anche nel 2019, che lo vorremmo con i botti». Per poi sistemarsi a guardare l’orizzonte e a godersi quel panorama: c’è vista da Napoli…
fonte:corrieredellosport