Allan: il Psg dice 80, il Napoli 100 -pronto Barella




Il club parigino è sotto forte pressione dall’ UEFA.Il PSG ha violato le regole del Fair Play finanziario.
Il ds azzurro ascolta l’agente del brasiliano: i soldi di un’eventuale cessione reinvestiti sul cagliaritano
Allan, 28 anni, per il brasiliano 156 presenze con la maglia del Napoli
Il mercato per deduzione, e a volte ci sta, è una necessità che sorge all’alba di un nuovo giorno, quando a Castel Volturno, dove gli occhi sono ancora assonnati, spunta Juan Manuel Gemelli, nipote di Gustavo Arribas – uno dei manager più potenti del Sud America, ex notaio e manager – che va a salutare Cristiano Giuntoli, già prenotato – per il tardo pomeriggio – su un volo per Milano. Hanno bisogno di parlare, al sicuro, senza che ci siano intorno troppi “guardoni”, né interruzioni al colloquio: serve riservatezza, tranquillità.
E allora, perché mai il manager di Allan, proprio in questi giorni, proprio adesso, atterra a Capodichino e va dal diesse del Napoli, rinunciando alla comodità di una telefonata o semmai fissando un appuntamento in un albergo defilato della cintura milanese? Sarà chiaro, anche semplice, persino banale, che il viaggio non è stimolato dalla necessità di godersi un caffè con lo stordente panorama della città; né che ci sia alla base una ragione enogastronomica.
INVIATO SPECIALE. Il calcio va affrontato anche con leggerezza, senza prendersi troppo sul serio, però restando seriamente aggrappati ai fatti, che vanno separati dalle opinioni e dalle interpretazioni: il Psg vuole Allan, ha prospettato al calciatore – attraverso i suoi procuratori – le possibilità future (un contratto principesco: il raddoppio dell’ingaggio attuale), sa che il Napoli ritiene il calciatore incedibile ma sino a prova contraria, che viene rappresentata in casi del genere da una cifra alla quale è impossibile, forse persino indecente, dire di no.
Il Psg ha offerto 80 milioni di euro. Ma il brasiliano è almeno da tripla cifra, da 100: come Cristiano Ronaldo.
L’ATTACCO. Le strategie a volte possono essere anche le più banali: per chiudere un affare, servono una serie di sì, e quello del giocatore rientra tra questi; il resto deve farla la mediazione e il buon senso tra offerta e richiesta ma anche le condizioni del mercato. Il Napoli non rinuncia ad Allan, lo farà (lo farebbe) solo e soltanto se proprio dovesse esserci costretto: si è partiti, forse ricorderete, il 20 dicembre scorso dall’approccio con 50 milioni di euro come offerta sussurrata al primo appuntamento romano e bloccata dal primo no; ma poi si è rimasti lì nel limbo, dove i soldi lievitano: siamo arrivati ad una ottantina di milioni adesso, ch’è una soglia assai invitante ma non ancora sufficiente a far vacillare le certezze di De Laurentiis.
INTRIGO. Allan di qua e Barella di là, of course, con tutto quello che comporta ritrovarsi nel bel mezzo di un intrigo: il Napoli ascolta ciò che manda a dire il Psg e intanto procede con il Cagliari, attraverso le sollecitazioni utili per dar sempre più corpo alla originaria idea: 20 milioni di euro, più Rog, più Ounas. Ma siamo ancora e soltanto all’11 di gennaio e mancano venti giorni al suono della sirena: lo spettacolo non è ancora decollato.
Almendra per il dopo Hamsik
la scelta.Perché Almendra vuole il Napoli, lo ha sussurrato ai suoi manager a cui Cristiano Giuntoli si è rivolto e dai quali ha ricevuto qualcosina che somiglia ad un promessa ma che probabilmente è molto più. Però il mercato è folle, ha dinamiche che possono sfuggire e comunque quotazioni che a volte possono contribuire a complicare la storia: il Boca Juniors lo ha ribadito, «c’è la clausola e va pagata», e il Napoli sta lì, aspetta un segnale di ravvedimento o almeno un cenno per tentare di dialogare ed arrivare a quella che ritiene una più equa valutazione. E in questo caso, ma va da sé, possibilmente “minore”.