Diamond Princess. Il comandante Arma di Meta non abbandonerà la nave: “E’ una missione”

17 febbraio 2020 | 10:56
Diamond Princess. Il comandante Arma di Meta non abbandonerà la nave: “E’ una missione”

Sorrento. L’interessante intervista di Antonino Pane dal quotidiano de Il Mattino al comandante della Diamond Princess che tutti gli italiani hanno già abbandonato. Tutti a parte il comandante Gennaro Arma di Meta e altri 5 o 6 ufficiali, nostri connazionali. Resteranno a sfidare il Coronavirus finché l’ultimo dei 2.581 passeggeri non sarà sceso sulla terra ferma. Una decisione presa nonostante l’aggravarsi del bollettino medico, che parla di 70 contagi nuovi contagi in un giorno per un totale di 350 soggetti infetti.

“Comandare una nave è una missione, lasciare in questo momento è come se il primario di un ospedale lasciasse perché ci sono troppi malati”. Giovanni Massa, comandante di lunghissimo corso di navi da crociera esclude che Gennaro Arma possa lasciare la Diamond Princess.

Comandante però la stanchezza, lo stress.
“Non c’è stanchezza o stress che tenga. Il comandante è il punto di riferimento di tutti sulla nave e non si tira mai indietro. Escludo che il comandante Arma possa anche solo pensare di lasciare la sua nave”.

Ma mettiamo il caso che la stanchezza prenda il sopravvento. È sostituibile, può scendere dalla nave?
“Certo che può scendere. L’armatore può decidere di sostituirlo con un altro comandante. Il tutto, naturalmente, seguendo le procedure tecniche, in questo caso anche mediche, che sono state stabilite”.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio vuole riportare gli italiani a casa.
“I passeggeri italiani, anche qualche componente dell’equipaggio non necessario a bordo con nave ferma. Penso a qualche animatore, ad esempio, o qualche cameriere. Per gli altri, per tutti gli altri, ci vogliono le sostituzioni”.

Questo significa che per ogni componente il ruolo tecnico della nave ci vuole il ricambio?
“Esattamente. La nave deve poter manovrare in ogni momento e l’armatore deve avere il quadro di comando sempre completo a bordo. Mi riferisco, naturalmente, anche al personale di macchina”.

Intanto il ministro ha annunciato che ci sarà un volo per riportare a casa gli italiani.
“La mia esperienza mi dice che potranno tornare i passeggeri italiani e qualcuno che non ricopre incarichi fondamentali a nave ferma. Per gli altri ci vogliono le sostituzioni indicate dall’armatore. Per il comandante confermo quanto ho già detto: dal ponte di comando non si scende in un momento di difficoltà”.

Intanto, però, Di Maio sottolinea che nessuno va lasciato indietro.
“Il ministro non fa nessun riferimento al comandante e fa bene. Vuole riportare a casa gli italiani, ma non può incidere sul comando della nave. Queste decisioni le prende l’armatore in accordo con il comandante. Nessuno può forzare decisioni di questo fronte”.

E lo stesso vale per gli altri ruoli tecnici.
“Esattamente. Se qualcuno vuole sbarcare lo deve chiedere all’armatore. E solo dopo l’arrivo di un sostituto con la stessa qualifica, può avvenire lo scambio”.

Parla di personale tecnico.
“Parlo di gente di mare abituata a lottare e a combattere nelle difficoltà. Ne ho conosciuti tanti durante la mia lunga carriera. Ecco perché mi sento di escludere, che ufficiali italiani, di coperta e di macchina, possano chiedere di scendere da quella nave. Essere nei ruoli di comando di una nave, è una missione, deve essere una missione”.