La Lumaca n° 139 è in edicola

Fresco di stampa, la rivista La Lumaca n° 139 è in edicola e on line al sito : https://drive.google.com/file/d/12NasOb4mN2zVjuHCvFEpS0l2mnYYZcSf/view
l’editoriale di Aldo Terminiello
Ognuno di noi sviluppa nel corso della propria vita un
insieme di punti di vista generali su come funziona il
mondo, su cosa sia giusto o sbagliato, cosa sia bello o
brutto. Molte delle mie convinzioni si sono rivelate, nel
corso degli anni, inesatte, per usare un eufemismo. Vado
a condividere alcune di queste, in modo che possiate
vivere lo stesso sconforto. Sulla piattaforma che sta spo-
polando tra i rappresentanti della cosiddetta generazione
z si trovano, con mia grande sorpresa, curiosità interes-
santi. Nella pagina scienzaedintorni_ di Matteo Albrizio,
si scopre che i marziani sono nati per un errore di tradu-
zione. Nel 1877 l’astronomo Schiaparelli pubblicò la sua
mappa di Marte. Sulla superficie del pianeta rosso rilevò
delle piccole linee che sembravano dei fiumiciattoli e che
definì canali d’acqua. Nella traduzione della mappa non
scrisse “channel” che, in inglese, indica i canali naturali,
ma “canal” che, invece, indica i canali d’acqua artificiali.
Gli astronomi di tutto il mondo iniziarono a speculare
sulla natura di questi canali poiché pareva proprio che
Schiaparelli stesse affermando che su Marte ci fossero
dei canali artificiali e che, dunque, ci fosse una civiltà
extraterrestre. Oggi sappiamo che quelli non sono canali,
né naturali, né artificiali, ma solo delle ombre generate
dai rilievi sul terreno. È curioso, però, vedere come una
civiltà sia nata da un errore di traduzione. Tuttavia gli
errori di traduzione più conosciuti li abbiamo nella Bib-
bia. Parliamo dell’immagine dalla portata più iperbolica
che conosciamo: il cammello attraverso la cruna dell’ago.
Un copista deve aver variato una vocale nella parola gre-
ca “kamelos” al posto del molto simile “kamilos”, che
però ha un significato differente, indicando una grossa
fune o una gomena di nave. Altro trauma: il bue e l’asi-
nello, immancabili nei presepi di ogni famiglia, non sono
mai esistiti! Il termine greco “zoè” (età) era stato scam-
biato con “zoon” (animale). A partire dal Medioevo, quin-
di, Gesù si sarebbe mostrato tra due animali, anche se è
chiaro che la traduzione corretta lo avrebbe visto come
nato tra due epoche. Tralasciando la sfera biblica, che
dire della scarpetta di Cenerentola, che non è mai stata
di cristallo, ma di pelliccia di scoiattolo? Il mito della
scarpina di cristallo sarebbe nato da un errore fonetico:
la parola “vair” in francese significa, appunto, pelliccia,
scambiata con la parola “verre”, vetro. Molti altri sono
raccolti nello straordinario libro di Romolo Giovanni
Capuano “111 errori di traduzione che hanno cambiato il
mondo”, che vi invito a leggere. Buona lettura.
la poesia di Ambrogio Coppola nel cuore della rivista :
Errore
“Sbaglianno s’impara”… ma quanno maje!
Si stu fatto fosse vero io sarria ‘nu scenziato.
Comunque io nun me creo probleme,
all’errore ormaje ce songo affezionato,
è come un caro amico, ‘o canosco da ‘na vita.
Se raramente ‘na cosa me va’ justa
po’ vene ‘a chiovere e so’ dulure ‘e panza,
nun sto scherzanno neh, so’ cose serie.
Più delle volte sbaglio di proposito,
Sì, credetemi, quasi quasi me cunviene.
E po’ guardanname un po’ attuorno
m’accorgo ‘e sta in buona cumpagnia,
certo cu ‘na differenza sostanziale,
io so’ consapevole de’ fesserie che faccio
ma certa gente neh, so’ ciucce assaje!
Ambrogio Coppola

