Le pizzerie centenarie di Napoli inaugurano lunedì 5 giugno la mostra fotografica alla Casina Pompeiana nella Villa Comunale.
50 foto che vogliono illustrare il percorso della pizza napoletana negli ultimi 100 anni. Tradizioni, lavorazione usi e costumi legati alla pizza che ha conosciuto diverse evoluzioni. Ma che è rimasta un prodotto semplice fatto di farina, acqua e lievito. L’UPSN, l’Unione Pizzerie Storiche Napoletane, vuole così celebrare una storia centenaria che ha portato al riconoscimento dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’Unesco.

Ed è proprio questo riconoscimento che certifica l’evoluzione della pizza e del pizzaiolo nel corso degli anni da figura marginale della ristorazione a protagonista della scena gastronomica. Anche grazie alla fotografia e al ruolo dei social che rilancia di continuo pizza e pizzaiolo con una cadenza sconosciuta ai tempi della fotografia in bianco e nero. Un’occasione per riscoprire immagini che hanno portato l’immagine del pizzaiolo al bancone in giacca e cravatta fino alle magliette tecniche e sponsorizzate del nuovo millennio.
Tutte le pizzerie centenarie di Napoli

Le pizzerie storiche napoletane Le Centenarie sono 12 e partecipano tutte al progetto della mostra fotografica dal 5 al 23 giugno sono 12. Eccole ordinate secondo i criteri cronologici dell’associazione.
1. Antica Pizzeria Port’Alba


L’Antica Pizzeria Port’Alba è la più antica di Napoli. Nasce come pizzeria nel 1738 e rifornisce i venditori ambulanti di pizze alla marinara o con alici o con cicinielli (bianchetti). O con il pomodoro e il fiordilatte che non aveva il nome di Margherita e prese il nome con un’operazione di marketing del tempo nel 1889. La pizzeria ancora oggi si trova sotto la cosiddetta “Porta delle Sciuscelle” (o Porta delle Carrube), nel corridoio che ha ospitato le librerie della città. Meta di personaggi illustri dal Re Ferdinando di Borbone a Benedetto Croce, Gabriele D’Annunzio e Salvatore Di Giacomo.
2. Pizzeria Mattozzi

A Piazza Carità, nel 1833, nasce il ristorante pizzeria Mattozzi con il nome di Le stanze di Piazza Carità per mano di Antonio La Vecchia. Locale frequentato tra gli altri dallo storico e critico della letteratura italiana Francesco de Sanctis. Nel 1959, la pizzeria viene rilevata da Alfredo Surace che era il direttore della pizzeria Mattozzi in via Marchese Campodisola. La pizzeria mantiene l’impostazione familiare con il coinvolgimento della moglie Concetta Perrone e dei figli Franco e Lello. E proprio a Lello, scomparso nel 2019, che si deve la fondazione nel 1984 dell’Associazione Verace Pizza Napoletana insieme ad Antonio Pace. Il figlio Paolo Surace, quarta generazione di pizzaioli, continua l’attività della pizzeria centenaria di Napoli.
3. Pizzeria Capasso

La pizzeria Capasso è attiva a Porta San Gennaro dal 1847. Sette generazioni di pizzaioli si sono avvicendati al bancone e Vincenzo Paolo Capasso ha raccolto il testimone del nonno Vincenzo, scomparso nel 2019, ed è affiancato dal papà Gianni. Pizza tradizionale con un occhio al cornicione che non è quello canotto anche se molti la indicano come un’antesignana del genere.
4. Antica Pizzeria da Michele

Margherita e Marinara sin dal 1836 per mano di Michele Condurro anche se la data ufficiale di fondazione reca l’anno 1870. Tra le pizzerie centenarie di Napoli è la più famosa per la sua ruota di carro, la pizza che va oltre il bordo del piatto, la possibilità di chiederla con doppia mozzarella (che poi è fiordilatte), l’olio di semi. E le incredibili file che si dice siano state generate dal rilancio del film Mangia, prega, ama con Julia Roberts. L’unica innovazione in più di 100 anni di storia è l’introduzione della Margherinara, metà Margherita e metà Marinara per gli indecisi e gli appassionati di degustazione. Per trovare altri gusti, però, si può andare in una delle pizzerie Da Michele in The World e nella pizzeria a Salerno che è succursale della storica di Forcella.
5. La Pizza Da Gennaro a Secondigliano

La famiglia Del Buono è una delle famiglie storiche di pizzaioli e l’adesione all’Associazione delle Pizzerie Centenarie ha coinciso con il trasferimento di sede ma sempre a Corso Secondigliano. La ditta in effetti nasce nel 1884 come Dello Buono per mano di Generoso che dichiaro all’anagrafe Umberto figlio di Luisa a sua volta figlia del pizzaiolo Luigi Mattozzi. Il Dello Buono per errore di trascrizione divenne Del Buono, ma l’insegna è sempre quella: Da Gennaro a Secondigliano con Maurizio e Claudio Del Buono con la pizza tradizionale e un cornicione muscoloso.
La storia della famiglia Lombardi sembra un romanzo . Nel 1892, un documento della questura di Napoli registrava una pizzeria in via di Porto 161 intestata a Errico Lombardi, capostipite della famiglia e marito di Concetta Scialò, figlia e parente di pizzaioli. Errico nel 1902 lascia moglie e tre figli per cercare fortuna in America con il fratello Antonio e il cugino Gennaro. Resta poco tempo negli Stati Uniti, dove il cugino Gennaro apre Lombardi’s, e ritorna a Napoli. Suo figlio Luigi intanto ha appreso il mestiere di pizzaiolo e con il padre apre una pizzeria alla Pietrasanta prima di trasferirsi in via Trinità Maggiore, oggi via Benedetto Croce. Nel 1929 acquista e dà subito in gestione una vecchia pizzeria di via Foria che nel 1947 diventa l’attuale Lombardi a Piazza Càvour (come dicono i napoletani) con la nuova generazione di Enrico e Carlo