Domani i sindaci della Costiera Amalfitana a Roma per chiedere lo sblocco immediato dei fondi FSC

15 febbraio 2024 | 18:56
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Domani i sindaci della Costiera Amalfitana a Roma per chiedere lo sblocco immediato dei fondi FSC

Domani, venerdì 16 febbraio, undici sindaci della Costiera Amalfitana saranno a Roma per chiedere alla premier Giorgia Meloni ed al ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto lo sblocco immediato dei fondi FSC e del Piano operativo complementare. A non aderire solo i sindaci di Positano e Furore.
L’Anci Campania, in una nota, specifica: «Senza l’erogazione immediata dei fondi molti Comuni rischiano il dissesto. Non potranno pagare le ditte che effettuano i lavori, non potranno completare le opere infrastrutturali e programmare la stagione culturale».
L’Anci Campania aggiunge di essersi mobilitata«su mandato diretto e preciso di centinaia di sindaci che, nel corso di un Direttivo allargato all’Assemblea, hanno deciso di dare all’iniziativa del 16 febbraio a Roma un carattere unitario, al di là di ogni colore politico e partitico. Senza farsi coinvolgere in alcuna polemica politica sull’Autonomia differenziata, su cui c’è già un deliberato di Anci nazionale del marzo 2023 nel quale ci riconosciamo. I Comuni della Campaniasono l’orgoglioso Sud degli amministratori locali, sono quelli che non si presentano con il cappello in mano e che difendono i diritti sacrosanti dei territori che amministrano. Per questo abbiamo chiesto al Governo, al presidente Meloni e al ministro Fitto, un incontro per venerdì al fine di chiudere la tormentata pagina del FSC (Fondo sviluppo e coesione) che si trascina da 18 mesi e con diversi Governi.
La nostraè una richiesta istituzionale legittima, del tutto ordinaria e composta. Molto diversa e distante dagli sguaiati interventi di alcuni parlamentari che, dopo essere stati assenti e silenti per 18 mesi, ora attaccano i Sindaci con vergognose cadute di stile, descrivendoli in modo caricaturale e offensivo. E senza mai aver alzato un dito per aiutare i Comuni e gli amministratori della Campania. È meglio che partiti e parlamentari lo sappiano: noi non siamo i portavoce di nessuno, siamo solo i rappresentanti eletti delle nostre comunità».