Liste d’attesa infinite nella sanità pubblica, ecco come chiedere il rimborso

24 marzo 2024 | 18:28
Liste d’attesa infinite nella sanità pubblica, ecco come chiedere il rimborso

Il problema della lunghe liste di attesa nella sanità pubblica per sottoporsi ad esami strumentali e diagnostici o visite specialista è da anni oggetto di denuncia da parte del Codacons.
L’esistenza delle liste di attesa sembrerebbe provare l’eccesso di domanda sull’offerta dei servizi che il sistema può assicurare in uno specifico intervallo temporale. I pazienti in numero superiore rispetto a quelli che l’offerta pubblica può soddisfare immediatamente sono infatti aggiunti alle liste e posti in attesa di una prestazione che dovrebbe comunque essere garantita entro tempi congrui. L’accesso puntuale e concreto alle visite specialistiche, accertamenti diagnostici e ricoveri ospedalieri dettati e regolati dalle liste di attesa sembrerebbe esprimere in questo senso un primo e importante indice di efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e fornisce, al contempo, la misura del livello di effettività del diritto alla salute che la Costituzione riconosce direttamente a ciascun individuo.
Ritardi nella diagnosi o nella cura di una patologia determinati da una attesa eccessiva rischiano di compromettere, anche in maniera radicale, la salute del paziente cui dovrebbe essere comunque garantita l’assistenza sanitaria in base a criteri di efficienza, efficacia e appropriatezza.
E così il cittadino si vede costretto a ricorrere alla sanità in regime privatistico sopportandone i relativi costi.
Il paziente che non riesce ad eseguire la prestazione richiesta tramite il SSN potrà e dovrà rivolgersi alla sanità privata ed i costi della prestazione così ottenuta gli dovranno essere rimborsati.
Il Codacons ha messo a disposizione il Moduloper richiedere il rimborso del costo sostenuto per la prestazione sanitaria inerente la visita eseguita dal professionista privato/presso la struttura sanitaria privata a causa della impossibilità di eseguire la medesima prestazione medica a carico del servizio sanitario pubblico per le lunghe liste d’attesa.
Si sottolinea come tale procedura non possa garantire al cittadino che il rimborso richiesto venga riconosciuto e quindi erogato; conseguentemente, potrebbe essere necessario un contenzioso giudiziario per la effettiva tutela dei propri diritti.