Dipingo ciò che ho bisogno di vedere

La sua produzione spazia da opere astratte di componente geometrica ad altre di carattere informale, in cui è presente una dimensione materica, alimentata dal lavoro di architetto sul cantiere, laddove ha esperito il potenziale estetico della materia grezza o dei materiali corrosi dall’intervento muto del tempo.
In altre si affaccia ancora il figurativo, espresso in forma lirica e talvolta surreale, per cui possono emergere, sulla superficie della tela, ambigue figure zoomorfe in dialogo fecondo con un tessuto di forme astratte.
Produce sulla scorta di una forte urgenza espressiva, sollecitata dall’osservazione del reale e dalla pressione di una sfera immaginativa, dalla persistenza nella memoria di un patrimonio di immagini, di segni archetipici, inconsciamente archiviati, che, una volta depositati sulla tela, sembrano organizzarsi in un autonomo universo lirico di forme, che fuoriesce spesso innescato dal gesto e dal contatto con materiali non convenzionali (legno, segatura, bitume, argilla, etc.).
A partire da questa genesi apparentemente casuale, vi è poi l’ulteriore avvertita necessità di “portare a verifica” i meccanismi formali dell’immagine, innestando, nelle tessiture create, forme geometriche e raffreddando l’iniziale dimensione irrazionale ed emotiva, alla ricerca, stavolta pienamente razionale, dell’equilibrio e della sintesi compositiva.

BIO

Architetto, insegnante, esperta di Educazione all’immagine, ideatrice e conduttrice di laboratori per i bambini, animata da un grande amore per l’arte in tutte le sue forme, in arte autodidatta, Valeria Nuzzo produce opere prevalentemente astratte su tela e su legno, effettuate con tecniche miste.

Dottore di ricerca in Progetto urbano presso l’Università Federico II di Napoli, ove ha lavorato sul tema della tipologia architettonica, si è poi occupata di disegno infantile.

Ha insegnato presso l’Università degli Studi di Salerno, dove, occupandosi di Educazione all’immagine e di didattica dell’arte, ha ideato laboratori per sviluppare la naturale creatività dei bambini, con una ricerca costante attorno ai linguaggi e alla natura dei processi creativi dell’arte moderna e contemporanea.
Di questi molteplici interessi sono esito diversi libri.

Gli studi sull’Arte infantile hanno sollecitato l’interesse per il segno primitivo e infantile, così come la progettazione di laboratori didattici si è rilevata innesto potente per la sua immaginazione rivolta alla creazione dell’opera, oltre che occasione di assimilazione profonda dei codici delle immagini.

Ha esposto in Italia e recentemente anche all’estero, ottenendo diversi riconoscimenti.