Fresco di Stampa. STORIE DI NAVI E DI NAVIGANTI a cura di Agostino Aversa

Prossima uscita del volume curato dal Preside Agostino Aversa con tanti contributi, per un aggiornato panorama sul nostro mondo marinaro. Riportiamo di seguito la prefazione per ben comprendere obiettivi e motivazioni.
PREFAZIONE
Amici cultori di nautica,figli di tale istruzione,residenti in terre marinare,su continue sollecitazioni di Raffaele Esposito , presidente dell’Associazione “ Cryteria Project “ si sono costituiti in Comitato redazionale, Agostino Aversa, Raffaele Esposito, Lorenzo Montalbano, Vincenzo Nastro, Carmine Rotulo, Luigi Russo,Antonino Siniscalchi e Assunta Vanacore per dare vita ad un testo,a più mani, che parlasse di navi e naviganti, la cui cura mi fu affidata.
Parlare di navi e di naviganti significa rendere un doveroso omaggio ad una parte della società civile la quale ha contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’universo antropologico in cui viviamo, ed in modo particolare della civiltà greco romana cristiana. Il ruolo della marineria è stato centrale nel fornire mezzi e strumenti per migliorare il tenore di vita della società nella sua espressione più varia e più generale. I suoi protagonisti, in un bilancio ideale, hanno dato molto ma non sempre sono stati ricompensati nel modo
giusto, con adeguati riconoscimenti sia di ordine materiale e sia di ordine etico, simbolico. Il contributo in sacrifici ed in vite umane, in pace ed in guerra, è stato sempre notevole, elevato. L’ambiente meteo marino è per natura severo anche con i più preparati per affrontarlo. Samuel Plimsoll nel suo “Our Seamen: An Appeal”, indirizzato alla House of Commons nel 1873, evidenziava bene, anche con accesi toni di virulenza, lo stato precario in cui operavano i naviganti. Egli, con la sua tenace azione, riuscì ad ottenere non pochi benefici in termini di sicurezza delle navi e della vita umana in mare. Le marche di bordo libero, che portano il suo nome, sono ancora a testimoniare il suo nobile impegno.
Anche i progressi nel campo meteorologico, dovuti a tanti uomini di scienza, ed in particolare alla scuola norvegese di Vilhelm Bjerknes, servirono a ridurre in modo decisivo le perdite di navi e di vite umane sorprese dal cattivo tempo e dal mare tempestoso.
L’uomo di mare, fin dalla più remota antichità, se è riuscito a scrivere pagine esaltanti e indelebili della sua attività, ha dovuto sempre possedere i requisiti necessari per affrontare un ambiente speciale e difficile. E questo ha potuto fare grazie alla sua “arte nautica”, alla sua seamanship, che egli ha coltivato sempre con convinzione ed impegno. Un esercizio che trova nella nave il mezzo per realizzare le sue finalità. La storia è ricca di episodi in cui l’arte nautica, intesa come sublimazione dell’esperienza, si è espressa su livelli elevati. Dal pilota Tifi che condusse la nave Argo nella lontana Colchide a Juan Sebastian Delcano che fu al comando della nave Victoria dalle Molucche alla Spagna in condizioni avverse, a James Cook e a tanti grandi navigatori oceanici. Ma è nell’epopea dei clipper che l’arte nautica ha forse raggiunto la sintesi più alta, completa e armoniosa, tra aspetti scientifici e tecnica marinaresca. Basta qui ricordare la famosa gara del tè tra i tea clipper : Taeping, Serica ed Ariel che partiti insieme il 30 maggio 1866, dal porto di Fuzhou in Cina, giunsero nel Tamigi con la stessa marea, dopo aver percorso otre 16.000 miglia in 99 giorni.
Ancora pagine esaltanti furono scritte nelle traversate atlantiche per la conquista del Blue Riband a partire dalle prime navigazioni a vapore. La nave italiana Rex si aggiudicò il prestigioso trofeo nel 1933, dall’ undici al sedici agosto, alla velocità media di 28.92 nodi. Il Com.te della TN Rex, Francesco Tarabotto, per quasi due giorni navigò con fitta nebbia, senza ridurre la velocità ma spingendo sempre lo scafo con tutta la potenza propulsiva dei 140.000 HP erogati dalle turbine della nave. E la nave ha avuto un contributo decisivo, dai maestri d’ascia prima, dalla scienza e da sapienti architetti navali dopo, per migliorare la sua solidità, le sue prestazioni, la sua affidabilità e quindi la sua sicurezza. A tal proposito resta significativo il fatto che il geniale ed eclettico I. K. Brunel, uno dei pionieri dello sviluppo tecnologico delle moderne navi mercantili, sia stato considerato, da un campione di oltre un milione di cittadini del Regno Unito, il secondo, appena dopo Winston Churchill, in un interessante sondaggio della BBC nel quale si chiedeva chi fosse stato The Gratest Britain di ogni tempo. In un ambito non mercantile vanno ricordati alcuni intrepidi navigatori che con le loro imprese hanno esaltato l’arte nautica con traversate oceaniche, talvolta in solitario. Tra questi vanno segnalati Joschua Slocum, Francis Chichester, Giovanni Ajmone-Cat. Quest’ultimo, negli anni ’70 del secolo scorso, “il secolo breve”, raggiunse l’Antartide con il
San Giuseppe II, una feluca costruita a Torre del Greco. Nel 1992, in occasione del 500° anniversario della scoperta dell’America, partecipò nell’ambito delle Colombiadi, alla Regata «Colombo 92» che ripropose l’antica traversata e durante la quale furono eseguite, a bordo del san Giuseppe II, misure di posizionamento con antichi strumenti forniti dall’Istituto Universitario Navale di Napoli, confrontate con misure GPS. E la feluca fu poi impiegata come “nave scuola” da alcuni Istituti Nautici. Nel campo della produzione scientifica e letteraria vanno segnalate le classiche opere dell’IUN e da ultime quelle generali e complete del Prof. Aniello Russo e del Prof. Mario Vultaggio. Sul piano storico e saggistico va ricordata la Storia della Navigazione di Silvestro Sannino, una trattazione inedita nel suo genere. Ma anche i saggi di Antonino Sposito e di Silvestro Sannino sul naufragio di San Paolo, hanno un particolare significato per la tematica che trattiamo, specialmente per gli aspetti umani e religiosi. Questo nostro impegno di proporre un contributo culturale e sociale per richiamare l’attenzione su alcuni episodi della marineria vuole essere un’occasione per stimolare una pensosa riflessione di tutti, anche dei non addetti ai lavori, sul ruolo di un’attività in genere poco conosciuta dalla “communis opinio”, spesso svolta con discrezione, in una veste umile, ma sempre dignitosa e preziosa per l’umanità, in particolare per le giovani nautiche generazioni,che sempre avvertono il fascino del mare. Il ruolo dei presidi dei Nautici tra cui DE MARTINO, LEVI, SPANO’, VALERIO, CIAMPA,ecc. è stato fondamentale per la formazione di migliaia di capitani di lungo corso e macchinisti navali che hanno onorato la marineria. Per ovvi motivi riportiamo solo alcuni presidi a noi più vicini.
Ringraziamo la direzione del Nino Bixio e CSTN per aver gentilmente concesso la pubblicazione di lavori degli Annuari e di Enzo Dell’Aria sul Notiziario CSTN. Mi corre l’obbligo di ringraziare tutti gli autori che disinteressatamente mi hanno inviato i loro articoli,senza questi contributi, assieme ai miei, il testo non avrebbe trovato luce : CIRO ANTONIO ALTIERO,VINCENZO ASTARITA, NICOLA BALZANO,PASQUALE BUONAROTTI, ENZO DELL’ARIA, LUCIO ESPOSITO,ANTONIO FERRAIOLO,
FRANCO GERMENO, CARMELA IACCARINO, LORENZO MONTALBANO, VINCENZO NASTRO,NICOLA PETRONZI,PAOLO RASTRELLI,NIVES REALE, CARMINE ROTULO, LUIGI RUSSO, ANTONINO SINISCALCHI, ETTORE SPOSITO, ASSUNTA
VANACORE, ANTONIETTA VINACCIA Ringrazio altresì l’Amministrazione della Città di Piano di Sorrento, in particolare nelle
persone del Sindaco Salvatore Cappiello,del Vicesindaco nonché Assessore alla cultura Giovanni Iaccarino e del funzionario alla cultura Giacomo Giuliano per aver contribuito alla stampa.