Fattoidi

MASSIMO CONTE SCHÄCHTER PhD
SOCIOLOGO SCRITTORE

Antefatti

Raccontare un libro ciò che emana di che gusto è fatto i suoi effluvi come è strutturato cosa nasconde impone una sintesi dei contenuti e forma. Questo Fattoidi edito da Giannini Editore in Napoli è un originale libro uscito da una mente fantasiosa ed immaginativa due qualità intellettive che non guastano navigando nell’alterno mare della vita. Il titolo Fattoidi ed il suo sottotesto consiste di giochi di parole modi di dire di uso comune e risposte di apparente non senso che utilizziamo nei dialoghi quotidiani pur non se non ci facciamo caso. Il termine è la locuzione americana di factoid un fatto irreale dal latino facticius facere che il romanziere americano Norman Mailer coniò in una biografia su Marilyn Monroe di cui fu partner sentimentale riferendosi ad un «fatto che non esiste prima di apparire in una rivista o giornale», una realtà fittizia che acquista un significato condiviso legittimato e diffuso socialmente nell’aere linguistico. Quella nozione è stata ‘stirata’ estendendola a frasi fatte vicine ai detti popolari. Siamo dinanzi ad un originale raffinato e molto divertente lavoro sull’uso della parola che nell’apparente chiarezza nasconde una trama del linguaggio fatta di ambiguità e tranelli che producono cortocircuiti linguistici. Qualche gustoso esempio renderà chiaro l’intento. Quando si chiede a qualcuno “Come butta?” ossia come gli vanno le cose, come va la vita, la risposta non convenzionale di apparente astrusità è “Dove cade” il cui aggancio si lega al verbo “butta”. Oppure, “Se si va a ruota libera” non risponderemmo “Forse è meglio montare i freni” con una presa letterale priva di interpretazione di ciò che si vuol in effetti dire senza freni inibitori con un parlare in apparenza senza costrutto. Ancora, “Se si ha un diavolo per capello” è plausibile che l’altro stia comunicando che è nervoso. Al contrario qui “un diavolo per capello” letteralmente diviene un apparente assurdo “Cospargersi immediatamente una maxi confezione di acqua santa”. Risposta la cui accezione è informata ad una plausibilità logica su piani di realtà affatto diversi con la costruzione di un altro senso. Insomma emerge un uso linguistico che si divarica tra un significato ad litteram ed uno ad sensum. Possiamo così enucleare tre usi del linguaggio dalla fonologia relativa al semplice suono alla semantica relativa al significato delle parole ed al legarsi tra parole e concetti. Per giungere alla pragmatica comunicativa umana capace di comprendere i significati di parole e frasi la cui estensione e sviluppo dipende da variabili di base del contesto sociale culturale antropologico in cui vengono pronunciate in connessione con l’intenzione dell’interlocutore nella sua comunicazione. Così non sfuggirà la distanza tra un nobile dispiegarsi del linguaggio ed un uso ed abuso di parole de-contestualizzate nell’utilizzo culturale che se ne fa. Insomma tra un accademico della Crusca ed i tanti che usano parole e linguaggi claudicanti o aggressivi permangono differenze difficilmente sormontabili. Poi nella quotidianità degli scambi e delle relazioni veloci in cui fluisce il linguaggio si è andato diffondendo un uso di parole ‘in libertà’. Insomma alla fine le parole significano a seconda di come le affermiamo di che cosa vi insinuiamo tra i suoi interstizi del tono ed allusione cui destiniamo una semantica trasfusi in ciò che affermiamo vogliamo sostenere intendere o far capire. Le parole costituiscono l’interfaccia esteriorizzato di ciò che noi siamo interiormente di che cosa sentiamo pensiamo percepiamo di come ci siamo formati di che istruzione abbiamo ricevuto quale educazione e cultura abbiamo interiorizzato. Per elaborare un linguaggio dialogico in grado di essere comprensibile e di farsi comprendere dalle altrui fisicità sociali con cui entriamo in relazione più o meno stretta e continuativa. Parla come mangi come usava dire un tempo per significare una semantica che si protrae oltre l’antico buon uso delle posate almeno nelle culture che lo prevedono il cui riflesso odierno consta nel polverone abbacinante di ignoranza e volgarità nella scomparsa di un’antica civiltà delle buone maniere. Nel caotico vortice in cui i linguaggi globali si incontrano si scontrano e si sfidano sono andato elaborando negli anni questo percorso di protezione nell’uso delle parole che qui hanno preso la via di divertentissimi prodotti linguistici senza filtro alcuno che non sia la voglia di sorridere sempre un poco alle tenaglie della vita. Insomma sotto un ombrellone è perfetto ma anche in una siesta all’aria aperta non deluderà chi voglia appropriarsi di un libro di ridotte dimensioni quanto di ampie aperture con cui dialogare. Buona lettura!

Autore

Massimo Conte Schächter è scrittore per elezione e ricercatore per vocazione (il beruf weberiano). È Dottore di Ricerca in “Sociologia e Ricerca Sociale”. Ha insegnato Teoria sociologica in accademia, Seconda Università di Napoli. Tra le molteplici pubblicazioni si segnala un’originale analisi sulla fiducia sociale dalla pistis di Platone alla complessa modernità globale ora in “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). È l’estensore dell’unica ricerca al mondo sull’Italsider di Bagnoli, Pref. di Alain Touraine, Conte M. et al., 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano. Ha diretto con ‘Unione Europea e Ministero Pari Opportunità’ le prime indagini in Italia sulle violenze contro le donne: Violenza contro le donne (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Affianca alla sua attività di ricercatore quella di scrittore e della poesia con la raccolta Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Collana Trasversalia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico MUNI Movimento Unione Nazionale Interetnica occupandosi da tempo di migrazioni globali ed integrazione sociale dinamiche della modernità società industriale capitalismo della sorveglianza tecnologie della comunicazione algoritmi ed intelligenza artificiale.