Nel Cuore del Teatro Dalla Porta: Dialogo con il Professore Francesco Cotticelli
Bentrovati a tutti i nostri lettori. Ci troviamo nel vivo del convegno dedicato al teatro Dalla Porta, e abbiamo l’onore di ospitare il Professor Francesco Cotticelli, uno dei massimi esperti in materia.
Intervistatore: Buonasera, Professore. È un vero privilegio potervi intervistare. Siamo curiosi di sapere quali sono gli obiettivi e le motivazioni che vi hanno portato a trattare questo argomento così importante, e quali temi affronterete nella vostra relazione sul teatro del Seicento.
Prof. Cotticelli: Buonasera a voi, è un piacere essere qui. Il teatro del Seicento, in particolare quello di Della Porta, rappresenta un dialogo continuo con il pubblico dell’epoca, ma anche con quello odierno. Nonostante i secoli trascorsi, ha ancora molto da dire. Della Porta, con i suoi profondi interessi politici e culturali, è un esempio di come il teatro possa essere un mezzo efficace per la trasmissione di idee e conoscenze. Questo è qualcosa che dovremmo riproporre alle giovani generazioni, mostrando loro come diverse forme di sapere possano interagire e come il teatro possa essere uno strumento potente per affrontare le sfide del presente.
Intervistatore: C’è chi potrebbe dire che il teatro di Della Porta non sia più attuale. Come rispondete a queste critiche?
Prof. Cotticelli: Il teatro, per essere vivo, deve essere attualizzato. È vero che se ci limitassimo a una lettura letterale dei testi, potremmo pensare che non siano più attuali. Ma un teatro come quello di Della Porta, che dialoga profondamente con le tensioni di un’epoca difficile, ha ancora molto da offrire. Napoli, nel Seicento, era attraversata da eventi drammatici come il Vesuvio, i terremoti e la presenza di Caravaggio. Il teatro in quel contesto divenne un luogo per riflettere, esorcizzare e affrontare quelle difficili realtà. Il teatro ha la capacità di formare conoscenze e di rimanere rilevante se gli attori e i registi riescono a coglierne il senso e a riproporlo in modo nuovo per il pubblico contemporaneo.
Intervistatore: Come valutate l’impatto di questo convegno e la partecipazione di relatori da altre università europee?
Prof. Cotticelli: È stato estremamente costruttivo confrontarsi con colleghi provenienti da università come quella di Santiago di Compostela. Fin dall’inizio, era chiaro che dovevamo considerare l’impatto e la diffusione del teatro di Della Porta non solo in Italia, ma anche in Europa. Sorprendentemente, Della Porta sembra essere più conosciuto in Europa che in Italia, ma questo è comprensibile considerando la frenetica circolazione teatrale dell’epoca. Le trame viaggiavano attraverso le mani degli attori, e ogni volta che si parla di questo fenomeno, si scopre un nuovo capitolo della storia teatrale.
Intervistatore: Oggi siete stato il moderatore di una sessione intensa e stimolante. Cosa ne pensate delle nuove prospettive emerse?
Prof. Cotticelli: È stato interessante vedere come la figura di Della Porta si sia svelata in modo sempre più complesso durante il convegno. Partendo dalle riletture novecentesche del suo lavoro, siamo giunti a una comprensione più profonda del suo impatto nel Cinquecento e nel Seicento. È emersa l’importanza di adattare i testi per i pubblici contemporanei, cosa che rende il teatro un’arte sempre viva e attuale. Anche le discussioni accese nel pubblico sono un segnale positivo, perché indicano che i temi trattati hanno colpito nel segno.
Intervistatore: Per concludere, quale messaggio sperate che questo convegno possa trasmettere?
Prof. Cotticelli: Spero che il teatro di Della Porta possa tornare al centro dell’attenzione non solo degli studiosi, ma anche del grande pubblico. Il teatro ha un potenziale immenso per offrire momenti di riflessione e stimoli anche per affrontare il presente. La presenza di illustri studiosi come il professor Vescovo di Ca’ Foscari è un chiaro segnale dell’importanza di queste opere, e spero che questo convegno possa contribuire a una riscoperta del nostro patrimonio teatrale.
Intervistatore: Grazie, Professore Cotticelli, per il tempo che ci avete dedicato e per la chiarezza con cui ci avete guidato attraverso questi affascinanti temi.
Concludiamo questa intervista con un ringraziamento sentito al Professore Cotticelli, il quale ci ha offerto uno sguardo profondo su un teatro che, seppur antico, ha ancora molto da dire al nostro tempo.