Ischia. Abbattimenti sismici. Il dramma di Raffaella Iaccarino: «Fatemi capire perché e quale è il destino della mia casa!»

2 settembre 2024 | 23:27
Ischia. Abbattimenti sismici. Il dramma di Raffaella Iaccarino: «Fatemi capire perché e quale è il destino della mia casa!»

Questa è la storia di Raffaella Iaccarino, terremotata di Casamicciola Terme che, dopo sette anni di silenzio e oblio istituzionale, nell’estate del 2024 è venuta per la prima volta a conoscenza della volontà del Commissario alla Ricostruzione Legnini di demolire quella che era la casa paterna, dove ci sono tutti i ricordi e i sacrifici di una vita, la memoria di un paese. Questa è la storia di chi chiede rispetto e che si valuti anche la volontà di un cittadino, che si salvaguardi il diritto di capire e di avere contezza di ciò che sta accadendo. Siamo in via Spezieria,all’oramai famigerato “Blocco 5” , l’ultimo ritrovato di una ricostruzione post catastrofe che non costruisce ma abbatte. Qui per una non meglio precisata volontà si vuoledemolire un fabbricato storico senza un Piano di Ricostruzione certo e di conseguenza senza progetti pubblici di ricostruzione, appare immotivato. A ciò si aggiunga che le norme di attuazione del vigente Piano dei rischi dell’autorità di Bacino in quella determinata zona consente la demolizione, ma non consente interventi di ricostruzione.Raffaella Iaccarino che è da sola (per ora) contro l’omertà, il silenzio spaventato di tutti, combatte per vedersi riconosciuto lo status di cittadino e la sua tutela. Una storia di diritti calpestati, la storia di chi è “Colpevolizzata” per aver subito il terremoto, per aver chiesto chiarezza, per aver chiesto alle istituzioni di essere istituzioni, oggi attraverso le nostre pagine prova a sensibilizzare l’opinione  pubblica, chiede un incontro che fin qui l’è stato negato costringendola a adire alle vie legali.

Raffaella,le va di dirci cosa sta succedendo?

“Agli inizi di luglio, dopo sette anni dal sisma, ricevo una raccomandata dalla struttura commissariale che mi informa della loro volontà di demolire la casa di famiglia e mi chiedono di dare una risposta, entro soli sette giorni, circa la mia volontà di demolirla autonomamente. Cioè dopo sette anni di silenzio e attese mi si chiede di rispondere in sette giorni su una questione così delicata?! Ancora stento a crederci…Inizialmente non comprendo di cosa si trattasse, pensavo fossimo rientrati in un progetto di riqualificazione e che quel posto, la mia casa, servisse per un’opera pubblica importantissima. Pensavo ad un interesse supremo ad un piano, un progetto ben definito. Da premettere che io ero in attesa di ricostruire la mia casa. Difatti ho sempre parlato con il mio tecnico di fiducia di adeguamento sismico e mai di demolizione anche perché il livello del danno della mia casa è stato accertato dalla Struttura Commissariale. Un livello di danno riconosciuto di appena L2, una entità tale da potersi recuperare con un efficace intervento, ma sicuramente senza demolire. Tra l’altro la mia è una casa storica appartenuta a una confraternita e dove molto probabilmente c’erano dei monaci. Si trova nella zona della Spezieria, dove anticamente  venivano confezionate le spezie che poi venivano commerciate contribuendo ad un fiorente traffico; dunque, c’è di che valorizzare per un paese che non vuole perdersi ed ero fiduciosa di trovarmi nell’ambito di un importante progetto di riqualificazione. Insomma, ero fiduciosa nel buono di questa ricostruzione”.

-Ed invece?

“Mentre era in attesa di ricostruire mi capita tra capo e collo questo: devo abbattere punto e basta e non devo sapere neppure perché e che fine farò”.

-E’ terribile! E lei che cosa ha fatto? 

“Inizialmente ero confusa, non capivo e quindi mi sono rivolta ad un legale. Quella casa era sempre stata considerata sicura, con un livello medio del danno e quindi ricostruibile in una maniera opportuna e con un minimo investimento in tecnologia, sta li da decenni e da almeno sette anni ci passa di tutto sopra e sotto, improvvisamente deve essere abbattutae poi fine. Quindi volevo capire, volevo chiedere al commissario perché?”.

-Poi cosa è successo?

“I legali hanno riscontrato alla raccomandata manifestando la mia ferma opposizione a demolire. Fino a quel momento nessuno aveva interloquito con me, né nessuna istituzione mi aveva fatto sapere le sue intenzioni, che cosa stesse succedendo. Dopo il riscontro dei miei legali sono stata subito convocata al Palazzo Reale di Ischia sede operativa della struttura Commissariale”.

-Lei è andata all’incontro?

“Si, sono andata. Guardi ancora non mi sembra vero, mi pare di vivere in un film. Innanzitutto, ho avuto pressioni psicologiche che non le sto qui a raccontare e alla fine, sono finita per parlare con il commissario solo per interposta persona e, mi crede, ancora non ho capito il senso di quell’incontro”.

-In che senso?

“ A quell’incontro a cui andai con un mio parente ed all’arrivo il commissario fece trovare un politico di Casamicciola. Mi scusi se non ne voglio parlare, ma in ogni caso, fu sempre questo politico, tra l’altro cointeressato alla mia vicenda, a parlare, quasi mai il commissario che pareva anche infastidito”.

-Mi scusi. Non ho capito bene. Chi c’era all’incontro?

“Abbiamo avuto un incontro con il commissario. A questo incontro poi si è fatto trovare anche un assessore di Casamicciola, cosa che io non ho gradito e in ogni caso, davanti alle mie rimostranze, davanti alle mie richieste di chiarezza sulla mia casa, comunque, nessuno dei presenti ha saputo dare spiegazioni. Hanno solo cercato di convincermi a demolire e delocalizzare ma non mi è stato detto perché”.

-Come si è concluso quest’incontro?

“Abbiamo chiuso l’incontro restando ognuno sulle proprie posizioni. In realtà l’ha chiuso il Commissario dicendo: ‘va bene è evidente che entrambe restiamo sulle nostre posizioni, io non riesco a convincerla, lei no riesce a convincermi e dunque è inutile continuare’ ”.

-Lei vuole andare via?

“Io voglio rimanere, ricostruire la mia casa dov’era. D’altronde questo prevede il Piano di Ricostruzione adottato dalla Regione e in fase di approvazione. Se poi sarà approvato un Piano di Ricostruzione che mi dice che c’è un interesse superiore, ci sono delle opere pubbliche, ci sono degli interventi da fare importanti, c’è un progetto di riqualificazione che va a vantaggio di tutta la comunità e per il bene della comunità, non sarò di ostacolo. Semplicemente mi dicessero ma deve dirmelo su fatti e atti fondanti un organismo deputato dove andare, che cosa fare e perché!Soprattutto perché e quali sono le motivazioni tecnico-scientifiche, le motivazioni, diciamo così, organizzative e i progetti per il futuro ed il bene di Casamicciola Terme.Mi dessero gli atti che legittimano questa scelta ed io sono ben lieta di fare la mia parte, come lo Stato deve fare la sua. Mi dicessero dove andare, con chi interloquire, un interlocutore serio, perché questa non è la pazziella delle creature, in grado di valutare concretamente ed in maniera fattiva le nostre istanze di cittadini colpiti da una calamità ed io lo farò, assolutamente, il mio dovere, non voglio contrastare nessun interesse superiore”.

-Però, c’è un però?

“Ad oggi, però, io non ho capito perché la mia casa deve essere demolita se non c’è ancora un Piano di Ricostruzione definitivo. Demoliscono e poi si vede che succede? Non mi sembra giusto”.

-Una vicenda così delicata ed importante davvero si stenta a credere, possibile che nessuno abbia dato spiegazioni?

“No, le ripeto ho avuto solo una lettera che non ho compreso ancora e poi ho avuto un solo incontro con il commissario presente e un assessore di Casamicciola che parlava per tutti.  Alla fine, mi sono dovuta rivolgere ad un legale perché di fatto non era addivenuto a nulla, atteso che il commissario non mi ha dato spiegazioni e ha lasciato la parola all’assessore”.

-E poi cosa è successo?

“Come ho detto prima il mio legale ha scritto una nota a cui il commissario ha riscontrato. Voglio sottolineare che, mentre nella prima lettera il Commissario diceva che era tutelato sia il mio diritto alla ricostruzione che quello alla delocalizzazione, nel secondo riscontro hacambiato versione, dicendo che i miei diritti potevano essere esercitati solo nel rispetto del Piano dei rischi dell’Autorità di Bacino e solo nel rispetto del Piano di Ricostruzione della Regione Campania, allorquando sarà approvato”.

E allora perché non aspettare il Piano di Ricostruzione della Regione Campania prima di demolire?

“Guardi. Non lo chieda a me. Sembra una cosa talmenteillogica che si fa fatica a capire. E’ quel che mi chiedo anche io. Perché, semplicemente, non aspettiamo il Piano definitivo e se quel Piano mi dirà di demolire io demolirò nell’interesse della Comunità. Ma così! Senza darmi margine, perché? I comuni di Casamicciola e di Lacco Ameno sono pieni di case in pericolo e di opere pubbliche che affacciano su strade in pericolo ed hanno deciso di demolire la mia che ha un livello di danno minore. Non posso accettarlo, è un fatto di giustizia. Così non ci sto se non capisco perché? “.

-Dopo il secondo riscontro, quello in cui si contraddice l’assunto del diritto a ricostruire, che avete fatto?

“Abbiamo chiesto un accesso agli atti per capire che cosa stesse succedendo; perché la mia casa deve essere demolita, visto che nessuno ha fatto chiarezza e fino ad oggi mi trovo costretta solo a combattere per non essere calpestata, a dover investire altro danaro in spese legali, invece di poter investire nel futuro. In questi sette anni la casa è sempre stata in uno stato di sicurezza e dove non c’era stata la necessità di puntellare, era stata dichiarata sicura, non a rischio, persino  la viabilità è rimasta aperta, poi mentre con trepidazione aspettavamo questo piano della ricostruzione, i piani e tutte quelle belle parole, a carro armato e con un’accelerazione preoccupante, senza darmi spiegazioni, mi dicono che devo perdere tutto. Io chiedo di sapere perché e mi mettono alla porta, cercano di farmi intimorire”.

-Intimorire e come?

“Colpevolizzandomi! Io devo sentimi in colpa di cosa? “.

-Lei cosa chiede?

“Chiedo fermamente che la mia casa non venga demolita fino a quando non sarà approvato il Piano definitivo di Ricostruzione della Regione Campania. Inoltre, ora voglio che mi mostrino tutti gli atti. Io ho fatto il mio dovere di cittadina. Chiedo altrettanta correttezza, ho chiesto, per capire che cosa è successo e come sarà riscontrato l’atto di imperio nei miei riguardi. Abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti a fronte delle loro forzature e comunque resta il rammarico”.

-Perché?

“Perché si vuole prevaricare a tutti i costi, si vuole imporre con la forza decisioni per le quali uno chiede semplicemente la chiarezza; perché da terremotati veniamo sempre colpevolizzati e ci si deve sentire in difetto, accusati di tutto. Noi abbiamo perso quasi tutto ed invece veniamo accusati di non aver fatto chissà cosa, di aver costruito le case di averle realizzate a Piazza Majo e magari non l’abbiamo semplicemente ereditate; vieni accusato di non aver presentato le pratiche, quando le abbiamo presentate, quando abbiamo fatto richiesta di contributo, quando abbiamo fatto richiesta di ricostruzione e nessuno ci risponde. Si continua ad accusarci e quasi quasi ci dobbiamo sentire in colpa per aver subito questo dramma. C’è il rammarico, perché nessuno si sente in dovere di dare una spiegazione. Possiamo accettare tutto, ma non la prevaricazione fine a se stessa. Mi mostrino la programmazione e la pianificazione, spieghino i fondamenti e mi facciano anche  per capire quale è il mio futuro!”.

-Dopo l’ultima interlocuzione con il commissario e la sua ferma volontà di non abbattere a cuor leggero che cosa accaduto?

“Il Commissario ha richiesto al Sindaco del Comune di Casamicciola Terme la necessità di emanare un’ordinanza contingibile ed urgente per far demolire la mia casa, però, specificando ove ne ricorrano i presupposti di legge.

-Mi scusi. Non ho capito bene. Ha detto che il Commissario ha richiesto al Sindaco di valutare i presupposti di legge per la demolizione?

“Si, proprio così. A questo punto vorrei fare io una domanda al Commissario”.

-Prego!

“Se non mi fossi opposta avrebbero demolito la mia casa senza una valutazione preliminare dei presupposti di legge? Da cittadina rimango davvero incredula a questa situazione”.

Ad oggi qual è il suo timore nonostante la tutela legale?

Il mio timore è che dopo aver aspettato sette anni il piano della ricostruzione, e adesso che dopo la frana è stato aggiornato il PAI, il piano dell’Autorità di Bacino, perderei tutto. Io avevo atteso questi anni per poter ricostruire in ordine a quello che avrebbe dettato il piano. Un piano che oggi mi consente di ricostruire con moderne tecniche ingegneristiche e di rimanere al Majo, di poter recuperare la casa. Quando il piano sta per essere approvato improvvisamente mi capita tra capo e collo questa decisione di demolire. Una volta demolita e ,visto che non vi è alcun piano di ricostruzione approvato in quella zona, io non potrei più ricostruirla e non sapendo qual è il mio futuro temo per questo e quindi non voglio che sia demolita senza sapere qual è il mio futuro è soprattutto perché. Temo che lo facciano senza che io sappia“.

Quali sono adesso le sue aspettative?

“Non ho aspettative, mi auguro che almeno il Sindaco voglia spiegarmi cosa accade, visto che il commissario si è rivolto a lui. Ho saputo che insieme agli altri Sindaci si è opposto al Piano della Regione. Vorrei che facessero lo stesso con il Piano di Demolizione di Legnini. Di questo lotto sono stata la prima ad opporsi, ma da come ho capito il Piano di Demolizione riguarda una cinquantina di case che affacciano sulla strada nelle località via Spezieria, Via Ottringolo, Via Montecito, via D’Aloisio, località Rita, località Fango, località Piazza Bagni e Paradisiello. Sono la prima ad opporsi, ma non penso sarò l’ultima. Anzi penso sinceramente che stiano procedendo a lotti proprio per evitare lo scontro con tutti i proprietari delle case da demolire. Mi sembra troppo strano che nessuno parli di questo Piano di Demolizione. Si vuole nascondere in modo che quando ti arriva la raccomandata già è troppo tardi?” .

-Quindi vuole un chiarimento dal Sindaco di Casamicciola Terme Giosi Ferrandino?

“Si. Ho parlato al telefono con la sua segretaria che mi ha detto che il sindaco era impegnatissimo e che se avessi voluto avrei potuto parlare con l’assessore alla ricostruzione. Atteso che non mi risulta che ci sia un assessore alla ricostruzione, ho pensato che si trattasse di un’incomprensione. Quindi attendo di poter avere un chiarimento anche pubblico dal Sindaco atteso che dopo la richiesta di Legnini penso sia l’unica figura a cui far riferimento.  Chiedo questo chiarimento anche perché non mi sembra giusto che io debba vivere con l’ansia di un’ordinanza di demolizione che potrebbe arrivare in qualsiasi momento anche domani o chissà tra qualche mese o non arrivare proprio. Non mi sembra giusta questa situazione di attesa infinita. Voglio chiarezza e desidero finalmente un po’ di tranquillità”.