Castellammare, chiesti tre ergastoli al processo Tommasino

25 febbraio 2025 | 16:44
Castellammare, chiesti tre ergastoli al processo Tommasino

Il clan D’Alessandro lo uccise  perché “spendeva in giro” il nome del boss. Stiamo parlando di Gino Tommasino, consigliere comunale, trucidato dalla camorra il 3 febbraio del 2009 mentre era alla guida della sua auto al viale Europa a Castellammare. Questo è uno dei moventi che probabilmente hanno portato al suo assassinio. Lo si rileva dalla requisitoria del pm Giuseppe Cimmarotta, dinanzi al gup Federica De Bellis, con la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per il boss Vincenzo D’Alessandro e Sergio Mosca, entrambi accusati dall’Antimafia di essere i due mandanti dell’omicidio. Inoltre lo stesso pm ha chiesto la condanna all’ergastolo per altri tre imputati e ulteriori tre condanne per i collaboratori di giustizia. In definitiva il pm Giuseppe Cimmarotta, ha chiesto 14 anni di carcere per Salvatore Belviso, 6 anni per Raffaele Polito e 12 anni per Renato Cavaliere. L’ergastolo, invece, per Paolo Carolei, Antonio Lucchese, e Catello Romano.

Secondo quanto riportato dal “Il Mattino” dalle indagini sarebbe venuto fuori che nel mese di dicembre “un imbianchino nipote acquisito del boss aveva subito un tentativo di estorsione da Raffaele Polito e Antonio Lucchese”. Tuttavia il clan avrebbe “rinunciato al pizzo” per i buoni uffici del boss Sergio Mosca, lamentandosi in seguito direttamente con la vittima dell’omicidio. Le prossime udienze del processo si svolgeranno il 10 e il 17 marzo che prevedono  le requisitorie difensive degli imputati dopo le quali si giungerà alla sentenza.