Affitti brevi, il Viminale apre al self check-in a distanza

24 marzo 2025 | 08:14
Affitti brevi, il Viminale apre al self check-in a distanza

Prima di Pasqua dal Ministero dell’interno una nuova circolare per stabilire gli strumenti tecnologici consentiti.
Affitti brevi, il Viminale apre al self check-in a distanza. L’identificazione “de visu” degli ospiti non dovrà più avvenire necessariamente in presenza. Prima di Pasqua sarà emanata una nuova circolare per stabilire gli strumenti tecnologici consentiti. Gli operatori più strutturati potranno adottare sistemi avanzati, come il riconoscimento biometrico o i codici OTP, mentre per i piccoli proprietari saranno previsti strumenti più semplici.
Il cambio di rotta arriva dopo mesi di confronto tra istituzioni e operatori del settore.

Identificazione da remoto

A novembre, una circolare firmata dal capo della polizia Vittorio Pisani aveva stabilito che l’identificazione da remoto non rispettava i requisiti di sicurezza previsti dalla legge. Tale interpretazione aveva portato a una stretta sull’utilizzo delle keybox, le cassette di sicurezza per il ritiro autonomo delle chiavi, ritenute poco affidabili per garantire un controllo efficace sugli accessi alle strutture.
Successivamente, il 23 dicembre, il ministero dell’Interno aveva aperto alla possibilità di ripensare il concetto di identificazione “de visu”, ammettendo che questa non dovesse avvenire esclusivamente con la presenza fisica. La necessità di regolamentare il settore ha spinto le associazioni di categoria a sollecitare il dicastero guidato da Matteo Piantedosi per una soluzione che tenesse conto dell’evoluzione tecnologica.
Nell’incontro del 20 marzo, il ministero dell’Interno ha incontrato tra gli altri anche Confedilizia, AIGAB (Associazione italiana gestori affitti brevi), FIAIP (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), Airbnb, Booking ed Expedia. “Oggi al ministero dell’Interno una nuova, proficua riunione sulla questione dell’identificazione di chi soggiorna nelle case attraverso affitti brevi. Si va verso la soluzione che il buon senso aveva subito suggerito, quella di modernizzare il concetto di verifica ‘de visu’”, ha detto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.
“Abbiamo sensibilizzato il Viminale sulla necessità di agire con tempestività per garantire maggiore chiarezza sull’uso delle tecnologie esistenti, affinché gli operatori più strutturati possano avvalersi di strumenti avanzati e i piccoli proprietari abbiano a disposizione soluzioni più semplici”, ha detto Marco Celani, presidente di AIGAB.
Il ministero dell’Interno ha giustificato la stretta di novembre con la necessità di prevenire rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza, in particolare in vista di eventi come il Giubileo del 2025. Tuttavia, l’introduzione di nuove tecnologie potrebbe rappresentare un compromesso tra sicurezza e necessità di innovazione nel settore.
( Dal Sole 24 Ore)