Campania: allarme per la mancanza di 652 medici di base, caos sanità a Positano, l’ex sindaco di Sorrento Raffaele Attardi: “Sanità pubblica smantellata”

Campania: allarme per la mancanza di 652 medici di base, caos sanità a Positano, l’ex sindaco di Sorrento Raffaele Attardi: “Sanità pubblica smantellata”
Da giorni, a Positano, si respira un clima di forte preoccupazione. Decine di cittadini hanno scoperto improvvisamente di non avere più un medico di base a causa della revoca della messa in carico di una dottoressa che aveva superato il limite massimo di assistiti. Una situazione che ha gettato molti nel panico, con lunghe file agli uffici postali per ottenere lo SPID e code di ore nei centri di assegnazione come Maiori.
Nessuno si è preoccupato di affidare automaticamente questi pazienti a un altro medico, lasciandoli senza assistenza nel momento del bisogno. Il problema non è solo di Positano, ma di un’intera regione che soffre una carenza cronica di medici di famiglia, una problematica destinata ad aggravarsi se non verranno adottate misure tempestive e strutturali.
Una crisi strutturale: in Campania mancano 652 medici di base
Secondo un rapporto della Fondazione Gimbe, la Campania registra una carenza di ben 652 medici di medicina generale. Attualmente, ogni medico della regione assiste in media 1.421 pazienti, un numero superiore alla media nazionale di 1.374. Quasi il 60% dei medici campani ha superato il limite massimo di 1.500 assistiti, arrivando in alcuni casi fino a 1.800 pazienti.
Dal 2019 al 2023, il numero di medici di famiglia in Campania si è ridotto del 9%. Nei prossimi tre anni, oltre 7.300 medici andranno in pensione in tutta Italia, con circa 1.000 uscite solo nella nostra regione. Un fenomeno preoccupante, soprattutto in una popolazione che invecchia e che necessita di cure continue.
L’isolamento sanitario della Costiera Amalfitana
La crisi sanitaria si fa sentire con particolare intensità nella Costiera Amalfitana, dove le difficoltà logistiche rendono ancora più complicato l’accesso alle cure. A Positano, chi ha necessità di un medico di base è costretto a cercarlo in comuni limitrofi come Tramonti o Cetara, a oltre un’ora di distanza. Il Poliambulatorio locale riesce a offrire solo un supporto parziale, insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione, in particolare degli anziani e dei malati cronici.
L’ASL di Salerno non ha ancora fornito una nota informativa, lasciando i cittadini senza indicazioni su come procedere con la riassegnazione del medico. Un’assenza istituzionale che alimenta il caos e l’incertezza.
Le cause di una crisi annunciata
Secondo Raffaele Attardi, ex sindaco di Sorrento, la crisi dei medici di base è il risultato di una precisa strategia politica portata avanti negli ultimi vent’anni per smantellare il sistema sanitario pubblico a favore della medicina privata.
Ecco il suo commento integrale:
“Ecco perché succede. Come volevasi dimostrare mancano i medici di base. Ci si affanna a trovare giustificazioni ad una carenza largamente preannunciata che ha una sola causa: la volontà, portata avanti pervicacemente negli ultimi 20 anni da una classe politica e dirigente, di smantellare il sistema sanitario pubblico per favorire la medicina privata.
Basta ricordare l’insieme di azioni e dei provvedimenti messi in campo in questi anni per averne conferma.
Il primo grimaldello è stato introdurre il numero chiuso all’Università, cosa che peraltro ancora permane, su cui tutti i partiti politici, inclusi quelli attuali, hanno fatto quadrato, seguendo gli ordini di scuderia di Baroni Universitari e Ordini professionali, dove ancora troppo spesso prevale come criterio di accesso il privilegio familiare.
Il secondo grimaldello è stato, complice l’Ordine dei Medici, mantenere le liste dei Medici di Famiglia bloccate, portando in capo a pochi Medici migliaia di assistiti, con l’ovvia conseguenza di arrivare al collasso del sistema.
Il terzo grimaldello sono state le azioni messe in campo per creare all’interno della categoria dei Medici diseguaglianze economiche enormi, in modo da far apparire retribuzioni più che dignitose come inadeguate.
Il quarto grimaldello è la disinformazione dei media che puntualmente, invece di evidenziare tutte queste incongruenze, pone quasi sempre come all’origine di questo problema la bassa retribuzione dei Medici, la difficoltà a trovare alloggi o il parcheggio.
Questa raffinata strategia ha oggi raggiunto il suo obiettivo: i Medici sono pochi e nessuno più vuol fare il Medico di base.
E così questo apre la strada a una sola possibile alternativa: abolire il Medico di base e sostituirlo con ambulatori gestiti dalle Asl. Soluzione questa che non gratificherà né i Medici né i pazienti, replicando tutte le carenze in termini di accesso, liste di attesa e costi che oggi già si scontano per tutte le altre prestazioni.
Il Sistema Sanitario Nazionale non è nato su questi presupposti: la visione che avevamo, perseguita da tanti Medici che l’hanno poi onorata, è che la Sanità pubblica si può definire tale solo quando mette al centro il paziente e le sue esigenze.
Quello che si è svolto in questi anni invece è stato un processo che ha messo al centro, come sta accadendo in tanti aspetti della nostra società, solo il profitto.
E come accade sempre quando si segue questa strada, si è costruita una società di Baroni, Burocrati e pochi Professionisti che raggiungono retribuzioni elevatissime, creando contemporaneamente gravissime disuguaglianze anche all’interno della categoria dei Medici e degli altri operatori sanitari, e una generale inefficienza del sistema pubblico, a cui solo chi può permettersi un’assistenza privata può far fronte.
I risultati, come sempre, dipendono dai processi applicati.
Per invertire questo processo, non servono più Medici.
C’è una sola strada possibile: mettere insieme le Persone che intendono mettere al primo posto il rispetto degli obblighi che abbiamo nei confronti della Rete della Vita e delle Persone.
Bisogna fermare questo sviluppo insostenibile.“