Dopo il successo del film tv su Peppino Di Capri, Carlo Alfaro e Floriana Cafiero spiegano perché il cantante è un mito

27 marzo 2025 | 19:19
Dopo il successo del film tv su Peppino Di Capri, Carlo Alfaro e Floriana Cafiero spiegano perché il cantante è un mito

Un successo enorme il film tv della grande regista Cinzia Th Torrini, “Champagne”, che ricostruisce la vita e la carriera di Peppino di Capri. Quattro milioni 242mila di spettatori, col 25.1% di share: ascolti ottimi per un film che racconta una storia di talento e successo e anche uno spaccato storico affascinante di vita italiana. Floriana Cafiero ed io, Carlo Alfaro, seguiamo Peppino Di Capri sin da bambini, già da allora appassionati di musica e spettacoli (poi Floriana ne ha fatto il suo lavoro, diventando ballerina professionista, io la mia passione).
Ancora oggi, a quasi 86 anni, il grande cantante e pianista, il cui vero nome è Giuseppe Faiella, si dedica alla musica. Il suo mito è legato al fatto di essere l’interprete simbolo della canzone d’amore e della melodia italiana. Con la sua inconfondibile voce nasale, la sua classe, eleganza, correttezza, l’amore incondizionato per la buona musica, i brani che hanno segnato un’epoca, Peppino resterà un’icona della canzone italiana. Non a caso, Sanremo, la “casa” della canzone italiana, è il suo habitat ideale: ha partecipato a 15 edizioni, vincendolo nel 1973 e nel 1976, mentre ha ricevuto il Premio alla Carriera Città di Sanremo nel 2023, a celebrare i suoi 70 anni di carriera musicale.
Come mostra il film tv, Peppino ha respirato musica sin dalla nascita, con un nonno musicista nella banda di Capri e un padre titolare di un negozio di dischi e di strumenti musicali e lui stesso musicista. Enfant-prodige, a soli 4 anni suonava il pianoforte per le truppe americane a Capri, e a 14 già si esibiva nei locali con l’amico batterista Ettore Falconieri col nome di “Duo Caprese”, approdato perfino in televisione vincendo nella trasmissione “Primo applauso”, una sorta di talent dell’epoca, condotto da Enzo Tortora. Nel 1957 fondò la prima boy-band caprese, i “Capri boys”, col quale ottenne il primo contratto discografico, l’anno dopo, col nome “Peppino di Capri e i suoi Rockers”.
Il primo grande successo fu il brano “Nun è peccato”, seguito dall’altro successo “Malatia”. La consacrazione di Peppino avviene nel 1960 con la pubblicazione di ben quattordici 45 giri e due album di successo, risultando onnipresente in hit parade. Nei primi anni ’60 ha regalato alla storia della musica leggera italiana brani indimenticabili come “Voce ‘e notte”, “Luna caprese”, “Nessuno al mondo”, “Let’s Twist Again”, “St Tropez Twist”, cimentandosi anche nella carriera di attore nei film molto in voga in quell’epoca, i “musicarielli”, cioè la versione cinematografica delle storie raccontate nelle canzoni. Il grande successo lo portò in tournée in quegli anni in tutto il mondo, mentre cresceva “il personaggio”, con le sue giacche lamè, le macchine americane, il matrimonio con una famosa modella torinese cui dedicò la celeberrima canzone “Roberta”. Peppino è stato uno dei primi artisti italiani a comprendere l’importanza di lanciare un look che lo rendesse inconfondibile e facesse moda e tendenza. Appassionato di tutti i generi musicali, ha avuto il merito di lanciare in Italia ritmi d’Oltralpe come il mambo e il cha cha cha. e armonizzarli con lo stile melodico e le sonorità mediterranee. Il 26 giugno 1965, forte dei suoi ben 7 dischi contemporaneamente in classifica, ebbe lo storico onore di essere il cantante italiano ad aprire il mitico concerto dei Beatles a Genova. Nel 1973 pubblicò la sua canzone simbolo, “Champagne”, e nel 1978 l’altra famosissima “Auguri”, mentre negli anni ’80 scalò le classifiche con “E mò” e “Il sognatore” e il CD “Juke-Box”, dove ha reinterpretato classici degli anni ‘60 in chiave moderna. Nel settembre ’98 festeggiò i quarant’anni di carriera con un sontuoso concerto in Piazzetta a Capri, ripreso da RAI 1. Il 26 maggio del 2005 venne insignito dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2008 ha pubblicato la sua autobiografia, “Il sognatore”, interessante spaccato di una vita di successo, ma anche di un’epoca del nostro Paese. La sera della messa in onda sulla RAI del suo film biografico, il 24 marzo 2025, Di Capri ha ricevuto le chiavi della città di Capri: l’onore più grande che possa ricevere un cittadino. Ma siamo certi che sentiremo parlare ancora di lui.

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