Il mondo della boxe e dello sport perde uno dei suoi giganti: George Foreman

Il mondo della boxe e dello sport perde uno dei suoi giganti: George Foreman, due volte campione del mondo dei pesi massimi, è morto all’età di 76 anni.
A darne notizia è stata la famiglia, attraverso un comunicato diffuso sui social, in cui si ricorda l’uomo oltre l’atleta: Predicatore devoto, marito amorevole, padre orgoglioso, nonno e bisnonno. Ha vissuto una vita all’insegna della fede, dell’umiltà e della determinazione. Nato il 10 gennaio 1949 a Marshall, in Texas Foreman era diventato un’icona mondiale non solo per i suoi successi sul ring, ma anche per la sua straordinaria capacità di reinventarsi, dentro e fuori dal quadrato.
Da Città del Messico a Kinshasa: una carriera leggendaria
La carriera di Foreman inizia nel 1968 con l’oro olimpico a Città del Messico, trampolino di lancio per un percorso professionistico che lo avrebbe portato rapidamente alla vetta. Nel 1973 conquista il suo primo titolo mondiale, sconfiggendo Joe Frazier con una prestazione devastante. Da lì, due difese e poi la sua prima sconfitta: una pagina entrata nella storia dello sport.
30 ottobre 1974, nell’allora Zaire, si disputa uno degli incontri più epici mai visti: contro Muhammad Ali. In un match entrato nella leggenda, Foreman viene sconfitto all’ottavo round per KO da un Ali geniale, che con astuzia e resistenza lo piega con il celebre “rope-a-dope”. Quel giorno, a 25 anni, Foreman perde la cintura, ma conquista per sempre un posto nella mitologia della boxe.
Il ritorno da favola: campione a 45 anni
Dopo un primo ritiro nel , durante il quale si dedica alla fede e diventa >ministro di culto, Foreman sorprende il mondo tornando sul ring dieci anni dopo, nel 1987. Nessuno lo prende sul serio, ma lui ci crede a 45 anni, l’impensabile: sconfigge Michael Moorer e torna campione del mondo dei pesi massimi, diventando il più anziano a riuscirci nella storia della categoria. L’impresa è leggendaria, un simbolo di resilienza, forza mentale e fisica. Foreman resterà attivo fino al 1997, quando appende definitivamente i guantoni al chiodo.Oltre il ring: imprenditore e patriarca a sua seconda vita è altrettanto brillante: Foreman diventa un imprenditore di successo grazie alla celebre , la “George Foreman Grill”, che gli frutterà centinaia di milioni di dollari.
Padre di dodici figli, di cui <>cinque chiamati George come lui, e protagonista di cinque matrimoni, ha sempre mantenuto un forte legame con la sua famiglia, che oggi lo ricorda come “un uomo rispettato, disciplinato, protettore della sua eredità e della sua stirpe”.
Una carriera da record
Il bilancio della sua carriera è impressionante: 81 incontri da professionista, di cui 76 vinti, 68 per KO, e solo 5 sconfitte. Un record che racconta molto, ma non tutto. Perché George Foreman non è stato solo un pugile devastante: è stato un uomo capace di rialzarsi, cambiare vita, tornare più forte, e ispirare generazioni intere.
L’ultima campanella
Con la sua scomparsa, il mondo della boxe perde un gigante. Ma l’eredità di George – sul ring e nella vita — resta incancellabile. In un mondo che spesso dimentica in fretta, George Foreman resterà immortale nella memoria dello sport, per quel pugno devastante… e per quel sorriso che, anche fuori dal ring, ha lasciato il segno.