ISCHIA. E’ SCONTRO ANCHE SUL PIANO PAESAGGISTICO

30 marzo 2025 | 18:15
ISCHIA. E’ SCONTRO ANCHE SUL PIANO PAESAGGISTICO

Tutto già visto, sindaci e Commissario rintuzzano e contestanoil PPR come già fatto col Piano di Ricostruzione, dichiarandosi pronti alla levata di scudi,ma Discepolo ribadisce la bontà dell’operato della Regione che aveva già aperto la presentazione del Piano in luglio al Palazzo Reale di Napoli, unico primo cittadino presente fu Giacomo Pascale.Discepolo: « Assolvere le colpe del passato in nome del Piano è riduttivo ed ingiusto, ma non è il momento delle polemiche ma del fare »

Quanto visto giovedi al Mudiscon il primo appuntamento del processo partecipativo al Piano Paesistico regionale sembra un incredibile Déjà-vu. La storia si ripete e quanto già accaduto con il Piano dellaRicostruzione di Ischia e la triste riproposizione di un modo di governare che non cambia. Solite accuse e palleggi politici, solito ritornello in salsa ischitana con politici, i sindaci, sostenuti dal Commissario alla Ricostruzione, fissi su un fronte comune: “Lo strumento è stato calato d’allatto e rischia di ingessare il territorio!” . Qualche mesetto fa si sono vissute le stesse querelle con le medesime accuse al PdRi, il Piano per la Ricostruzione contestato dai medesimi personaggi quale strumento quasi calato dall’alto dalla regione”. Anche quel piano, approvato a fine luglio dalla Giunta Regionale, fu fortementeavversato dai sindaci del Cratere interessati e vide persino l’intervento del presidente Vincenzo De Luca costretto a fare da paciere e arbitro ad un nuovo tavolo diconcertazione istituzionale con lo stop del piano, che fu nuovamente riapprovato a fine dicembre scorso. Giovedi è accaduto lo stesso con la convocazione del primo appuntamento di paesaggi informazione che ha di fatto aperto la fase delle osservazioni al PPR. Eppure, il PdRi può ben dirsi una costola del PPR, i due piani sono di fatto coevi e contestuali ed entrambe, a luglio, anche per questo furono introdotti al grande pubblici presso la sede della Soprintendenza, senza per questo tralasciare la sigla del Protocollo istituzionale che li ha riguardati. Evidentemente da noi ad Ischia, si usa così. Dunque, rieccoci: non più solo 3 sindaci, ma 5 su 6, con il benestare del Commissario, rintuzzano e contestano il PPR come già fatto col Piano di Ricostruzione, dichiarandosi pronti alla levata di scudi, ma Discepolo ribadisce la bontà dell’operato della Regione che aveva già aperto la presentazione del Piano in luglio al Palazzo Reale di Napoli, unico primo cittadino presente fu Giacomo Pascale. Quindi il PPR è pronto da luglio, Pascale presenzia alla sua introduzione, gli altri colleghi disertano l’incontro, ma adesso che siamo a marzo e si aprono i termini per le osservazioni i sindaci accusano: “Non sapevamo, lo strumento è calato dall’alto e ingessa senza margini di sviluppo per l’isola”.I primi cittadini giovedi, in modo anche critico sono intervenuti alla presenza dell’Assessore Bruno Discepolo e del Soprintendente Mariano Nuzzo e non c’è da dubitare che giungeranno una serie di interrogativi e nuovi siluri all’indirizzodel Piano Paesisitico. Non si capisce come mai, dopo il precedente,  non si sia fatto in modo di arrivare allo scontro. Sentiti ieri gli esponenti politici isolani non si tratta di aggiustare o rivedere qualche passaggio ma di cambiare quasi tutto. Un problema di non poco conto.Intanto la voce della Regione con l’Assessore Discepolo non pare sconvolgersi più di tanto e ha replicato tono su tono agli attacchi. « Assolvere le colpe del passato in nome del Piano è riduttivo ed ingiusto, ma non è il momento delle polemiche ma del fare ».Per Bruno Discepoloè tutto chiaro e risponde sia a Legnini che hai sindaci:«In questa fase, mentre si chiudono le osservazioni del Piano di Ricostruzione,siamo qui per poter discutere insieme delle possibili osservazioni al Piano Paesaggistico. Giovanni Legnini ha fatto un suo intervento ribadendo la posizione, che io conosco da tempo, relativamente all’interpretazione della norma varata dal legislatore nazionale e l’attribuzione che la norma a fatto di valenza paesaggistica il Piano della Ricostruzione. Abbiamo lavorato in tutti questi anni in totale sintonia col commissario, con la sua struttura,non necessariamente avendo sempre un punto di vista coincidente, ma sempreritrovando un momento di sintesi importante per il lavoro che si stava facendo.Su questo punto io continuo a dover segnalare una differente interpretazione da quella portata dalla struttura commissariale che si definisce nel fatto che il Piano della Ricostruzione non ha il potere di sostituire il Piano Territoriale Paesaggisticoapprovato ai sensi dellalegge Galasso».Nel merito delle precisazioni dell’Assessore rivolte al Commissario lo stesso Legnini ha più volte ribadito di «non aver detto questo», Discepolo ha così preso atto della precisazione evidenziando nel merito che « il Piano Paesistico della Regione Campania è unico in Italia per come inteso e per come veniva inteso prima il piano ed è oggetto della copianificazione con il Ministero della cultura».Come meglio detto : « mala definizione del Piano Paesaggistico, in Italia da ultimo coldecreto legislativo 42 del 2004 ha previsto che per ogni regioneitaliana vi sia un unico Piano Paesaggistico in sostituzione, ad esempio, dei 15 piani paesistici redatti ai sensi dalla 431 del 1985 e la altra grande novità intervenuta è che il piano è oggetto della copianificazione nel senso che lo redigono di concerto il Ministero della Cultura e la Regione competente territorialmente, questo ha spostato completamente diciamo il campo di quella che è l’impostazione il procedimento attraverso il quale si perviene al piano paesaggistico peraltro dovendo disciplinare in questa materia la Regione Campania si è dotata di una legge che ha previsto laformazione del procedimento di approvazione di un piano paesaggistico approvata nel 2008 lalegge 13 che prevede, peraltro che, alla fine di un percorso specificodeterminato nelmerito della pianificazione paesaggistica, il tutto confluisca al consiglio regionale che deve approvar. Quando noi siamo trovati quindi di fronte questa novità data dal legislatore con questa definizione della valenza paesaggistica, ci siamo confrontati, con la Regione, con il Ministero della Cultura, con il quale è in atto un accordo dal 2016 per la redazione congiunta del nuovo Piano Paesaggistico e con il quale stiamo da allora sono molti anni redigendo il Piano Paesaggistico». Poi l’architetto napoletano prova a spiegare il perché si è giunti a questi due strumenti paralleli che a un certo punto devono avere finalità convergenti sebbene disgiunti.  « Quindi come interpretare questa questione di un Piano di Ricostruzione che aveva i suoi tempi, le sue urgenze e le sue necessità, di un Piano di Ricostruzione che non potrebbe prevedere le cose che deve prevedere stante ancora la vigenza del vecchio Piano Paesaggistico, della 431 e in assenza ancora dell’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico regionale?–  chiede per rispondere Discepolo- In questo senso abbiamo adottato un protocollo sottoscritto dal Ministero e dalla Regione, abbiamo stabilito un procedimento per il quale abbiamo previsto in forma sperimentale ed innovativa, credo sul piano nazionale, la possibilità, stante anche un comma della legge regionale che prevedeva questa possibilità nell’ambito della riconoscimento di alcuni ambiti territoriali identitari, di approvare, nelle more dell’approvazione definitiva del Piano Regionale, una sezione funzionale del Piano Paesaggistico che fosse riferita al Isola d’Ischia. Isola che è un ambito, naturalmente non potevamo nonesserci i tre comuni del Cratere, ma almeno in ambito identitario che l’isola d’Ischia. Abbiamo messo in movimento questo percorso che doveva essere parallelo di redazione del Piano di Ricostruzione, della definizione dei contenuti del Piano Paesaggistico della Regione relativamente all’ambito, per arrivare insieme ad approvare questi due strumenti in parallelo, in maniera tale che il Piano Paesaggistico che da solo non può superare o sostituire il Piano Territoriale Paesistico esistente,per poter acquisire fino in fondo quella valenza Paesaggistica. Questo perché confortato dal fatto che nel frattempo c’è anche il piano Paesaggistico dell’Isola d’Ischia che evidentemente devono essere poi conformi l’uno con l’altro, perché altrimenti creeremo soltanto un elemento di conflitto e di problematiche.In questo senso quindi noi dobbiamo sapere che dobbiamo avere l’obiettivo di arrivare insieme oggi a chiudere la partita del Piano di Ricostruzione con le osservazioni e con l’approvazione contestuale e la definizione delle osservazioni e l’approvazione di questo Stralcio del Piano Paesaggistico per l’Isola d’Ischia. Perché insieme questi due strumenti consentiranno di superare ciò che prevede attualmente la norma e che è eventualmente ostativo all’ipotesi del Piano di Ricostruzione tutto ciò va fatto per consentire l’avvio concreto e definitivo della ricostruzione». E sulle polemiche Discepolo rispedisce al mittente: « C’è stato anche un fronte di polemiche, anche se credo che in qualche modo dagli interventi che sono stati fatti in maniera trasparente. Una riflessione da questo punto di vista e per ciò che ho sentito, va fatta. Ovvero bisognerebbe capire che cosa vuol dire miglioramento rispetto al Piano Paesistico esistentecon l’introduzione di questo nuovo strumento. Se mi consentono gli amici sindaci.Ho sentito anche dire ai sindaci, in particolare dal Sindaco Giosi Ferrandino di Casamicciola, esaltare il valore partecipativo del vecchio Piano Paesistico, cosa che non è stata. Mentre il sindaco Pascale ha detto che quel piano è stato calato dall’alto. Chi ricorda un po’ la storia però sa che la redazione dei Piani Paesistici fatti in Campania ai sensi della legge Galasso sono stati inuna anomalia italiana.Nel senso che in quel momento la legge prevedeva che fossero redatti eapprovati solo dalle regioni, a differenza di quello che prevede oggi la legge, ma la RegioneCampania è stata l’unica regione italiana che è stata esautorata da questa competenza perché il Governo, denunciando in quel momento un presunto ritardo della Regione Campania commissariò la regione e di incarico alla sovrintendenza competente per territorio di redigere i paesaggistici era anche un problema se volete un po’ di costituzionalità, delle modalità in cui tutto questo avvenne.Non c’era la disciplina della modalità di approvazione di questi piani.Io ho qualche perplessità su quando siano stati partecipati dal basso quei piani. Furono redatti al chiuso delle sovrintendenze e non esprimevano grande identificazione con la volontà deiterritori». Sul meglio spiega: « Per cui, miglioriamo o peggioriamo, rispetto al passato?Non lo so !Credo che ci saràbisogno di una riflessione più attenta più di merito per capire di che cosa stiamo parlando stiamo parlando diquesto nuovo strumento che certamente oggi per quello che a noi riguarda viene anche a valle di un incrocio di ulteriori livelli di pianificazione di definizione diconformità che abbiamo dovuto stabilire perché per esempio il Piano di Ricostruzione dell’isola viene per norma dopo che sono stati redatti altri due strumenti che sono il Piano stralcio dellaAutorità distrettuale di bacino , nel caso di Casamicciola e stiamo attendendo quella aggiornamento per l’intera isola d’Ischia e del programma degli interventi di mitigazione del rischio del commissario il Piano di Ricostruzione che è il frutto di unlavoro così complesso articolato ha recepito nel momento in cui haindividuato delle definizioni il Piano Paesaggistico abbiamo fatto in modo chesi confrontasse e in qualche modo potesse rendere conformi questi interventi per cui è la sintesi diquesto processo molto articolato molto complesso, frutto di una interazione undialogo col Ministero. Dobbiamo fare unpo’ uno sforzo ulteriore tutti quanti per  uscire da una logica che mi sembrerebbe riduttiva e penalizzante prima di tuttoper questi territori, queste comunità. Non è che il piano è buono è cattivo, è migliore è peggiore in virtù di che cosa mi fa fare o cosa non mi fa fare sul piano edilizio!E’ questo di cui parliamo?Spero di no!A parte qualche remora personale che lasciamo daparte.Oggi il PP viene definito il piano dei piani nella pianificazione italiana, è il piano che sta sopra tutti gli altri, forse anche eccessivamente, ma nella sua aspirazione potrebbe essere il piano che in qualche modo disciplina, orienta, dà il via a tutta un’altra serie di livelli sotto ordinati di pianificazione di area vasta di settori, la pianificazione comunale e quindi alle ambizioni che tenga insiemetutto. E se è un piano di questo genere, non si può ridurre alla fine a guardare se èbuono e cattivo in funzione di quanto fa fare,quanto impedisce. Credo che dobbiamo fare uno sforzo che siamo in un paradigma completamente diverso dal pianoprecedente che non sono confrontabili tra di loro prima. Questo è un piano che determinavale logiche di possibile sviluppo sostenibile. Con tutta l’onestà intellettuale che ci deve contraddistinguere, forse quell’eccesso che venivagiustamente richiamato anche dal commissario, forse di visione vincolistica limitativa di quel piano del passato e all’origine di certi fenomeni.Forse, però, tutto quel male è determinato anche da altro. Dunque, perchéassolvere il passato che abbiamo alle spalle in quest’isola, soltanto nel nome e per colpa del piano paesagistico?Io credo che non sia completamente vero. Forse qualche altradomanda ci dovremmo fare, ma non voglio fare questo tipo di discussione, voglio soltanto cercare oggi di dare degli elementi per comprendere diciamo con quale strumento noi siamo di fronte dopodiché lo dirò diqui a un momento è naturale siamo all’inizio di un confronto quindi non siamo a presentare un prodotto finito è il risultato di un lavoro difficilissimo complessissimo come davvero pochi in  Italia. Tant’è che già sta diventando oggetto di master Universitari. Mettere insieme tutti questi tasselli, fragilità, sviluppo, delocalizzazioni ricostruzioni…  sembra una rivoluzione copernicana rispetto a ciò che preesisteva.  Senza un nuovo Piano Paesistico, se non entrerà invigore, non ci sarà vera ricostruzione. Vale per tutta Ischia. Sanare le ferite di un tempo lungo nel quale, diceva il sindaco Pascale non ci sono state regole, ovvero c’eranodelle regole, non venivano vissute e condivise probabilmente dalla comunità edal territorio e questo ha portato a molte degenerazioni a molte ferite. Si cerca di addebitarle a qualcuno,  ma credo che nessuno disconosce che questa è un’isola che è stata martoriata negli ultimi anni è statacompromessa nelle sue qualità da una serie indiscriminata di interventi chehanno rischiato di deturparne, la dico io questa volta la parola, la bellezza e ivalori che aveva questa isola.  Noi stiamo cercando di recuperare bellezza, storia, archeologia e di fare tutto questo cercando di mettere in sicurezza questo territorio perché anche questo non ce lo dimentichiamo noi non siamo sul territorio neutrale, oggi stiamo vivendo un’attualità maggiore per i campi flegrei,però siamo nello stesso ambitogeografico geologico, e non è che abbiamo dimenticato ciò che èaccaduto. Siamo ad Ischia, uno dei luoghi dove in un piccolo spazio è la concentrazione più alta di rischiche abbiamo imparato a valutare con più attenzione dopo il novembre del 2022. Infine, c’è un altro rischio che comincerà a diventare significativo che quello legato anche ai cambiamenti climatici il commissario sta lavorando anche per tentare di rapportare delle previsioni di interventi che si fanno. Questa chiave mettere in sicurezza il territorio, mettere in sicurezza il patrimonio abitativo, dare sufficientigaranzie, non certe garanzie totali, ma il massimo che possiamo dare agli abitanti nel cercare di governare i processi poi di condivisione tra chiabita questi luoghi e naturalmente deve svolgere le proprie attività, la propria vita, ma dentro questo quadro possibilmente anche oggi di regole preciso e infine non ultimo, dobbiamo salvaguardare un patrimonio di valori come forse pochi altri territoridella regione e ripeto beni e valori che sono stati fortemente compromessi nelnostro passato. Nel fare questo e nel rivendicare giustamente da parte nostra, come rappresentante delle istituzioni come comunità insediate la possibilità di vivere questo territorio sviluppando le attività economiche e le aspettative di vita e di qualità di tutti i cittadini,ci deve però essere anche questa consapevolezzache tutto ciò che facciamo deve essere rivolta a salvaguardare questo valore e questo patrimonio che è di tutti.A volteconsentire forse degli interventi che potrebbero compromettere alcune di  queste qualità, non vuol dire che stiamo mettendo il gioco di quello che sarà losviluppo economico di quest’isola. Consentire forse troppi elementi o un’edificazione eccessiva come c’è statanel passato, non significa favorire lo spirito economico significa comprometterlo forse qualchedunosingolarmente ne trarrà vantaggio, ma l’isola non ne trovava vantaggio.Quindi avere oggi questa attenzione che non abbiamo avuto nel passato, con un esame di coscienza, è comecon una presa di posizione precisa.Oggi chiudiamo con una fase del passato eproviamo a costruire una storia nuova di quest’isola che è fatta in termini di cura delle ferite di messa in sicurezzadi salvaguardia di questi valori. Forseuna svolta epocale, come tale va intesa, e come tale vi invito a fare uno sforzoulteriore e non leggere la norma solo come “questo era consentito e ora no”. Questo modo sarebbe unpo’ un’offesa all’intelligenza di tutti. E’ evidente chepoi c’è una caduta più concreta che si traduce evidentemente anche in quellache sarà la stessa azione degli amministratori dei tecnici comunali. Siamo aperti a tutti i contributi sapendo noi per primi che quel lavoro di raccordo che abbiamo fatto tra il Piano di Ricostruzione in particolare e il Piano Paesaggistico era un lavoro difficilissimo. Ci saranno degli errori.  Quindi le osservazioni che verranno se ci aiuteranno.Nessuno è infallibile.La verità è che oggi abbiamo un piano innovativo e partecipativo che consentirà la riqualificazione e la valorizzazione dell’isola intera e la ricostruzione dei comuni colpiti dal terremoto e dalla riunione. Non voglio fare polemiche sterili oggi questo non è un prodotto finito voglio soltanto dare degli elementi per comprendere con quale strumento bisogna confrontarsi, nello spirito di una leale interazione tra le istituzioni preposte alla redazione del piano e il territorio.Istituzioni locali, cittadini e tecnici».