ISCHIA. ECCO IL PIANO PAESISTICO CHE NON PIACE AI SINDACI E COMMISSARIO

Ancora una volta un piano strategico e fondamentale anche per il futuro della nostra Isola e della nostra gente non sembra piacere ai nostri sindaci e neppure al comissario. Viene ritenuto “imposto dall’alto senza una campagna di ascolto preliminare alla fase di redazione, senza un percorso condiviso di lettura e di rilettura del territorio”. Le amministrazioni locali e delle rappresentanze del tessuto socio economico relegati al solito ruolo di paggetti di corte. Non sono mancate cosi le occhiate in tralice e le freddure anche i confronti non proprio sereni tra gli esponenti locali, i sindaci dell’isola d’Ischia, assente il solo sindaco di Forio ed il commissario per la ricostruzione con l’assessore Regionale e il Soprintendente. Senza giri di parole sindaci e commissario hanno parlato di uno strumento che ingessa il territorio e rischia di bloccare la ricostruzione. Assessore e Soprintendente hanno replicato accettando la sfida senza mandarle a dire: siamo qui per costruire e non polemizzare. Scenario d’eccellenza di uno incontro scontro epico, ieri giovedì 27 marzo 2025 a partire dalle ore 10 30, è stato il Museo Diocesano di Ischia dove si è tenuto un incontro pubblico di presentazione dedicato all’illustrazione della sezione funzionale per l’ambito identitario dell’Isola d’Ischia del Piano Paesaggistico Regionale. L’incontro stato introdotto dai saluti, e che saluti, del Sindaco del Comune di Ischia, Vincenzo Ferrandino, Dionigi GaudiosoSindaco del Comune di Barano d’Ischia, Giosi FerrandinoSindaco del Comune di Casamicciola Terme, Giacomo PascaleSindaco del Comune di Lacco Amenoe Irene IaconoSindaco del Comune di Serrara Fontana. Sono seguiti gli interventi di Giovanni LegniniCommissario Straordinario per la ricostruzione nell’isola d’Ischia,Mariano NuzzoSoprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli e per le province di Caserta e Benevento eBruno DiscepoloAssessore al Governo del Territorio della Regione Campania.
IL PIANO
Lo ricordiamo con Delibera di Giunta Regionale n. 751 del 21 dicembre 2024 è stata adottata la “Sezione Funzionale del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) per l’Ambito Territoriale Identitario dell’Isola d’Ischia”. Il documento si compone degli elaborati relativi alla tutela paesaggistica e alla pianificazione del paesaggio, integrati con il rapporto ambientale e la Valutazione di Incidenza riferita all’intero territorio regionale. Con DD n. 64 del 28 febbraio 2025 prende l’avvio la fase di consultazione pubblica, durante la quale è possibile presentare osservazioni. Tutti i soggetti interessati ai sensi del comma 4 dell’art. 3 della L.R. n. 13/2008 possono inoltrare le osservazioni sul predetto Piano entro i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del presente Avviso sul BURC (n. 13 del 03/03/2025).
ADOTTATO IN GIUNTA REGIONALE LO STRALCIO FUNZIONALE DEL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE E DEL PIANO DI RICOSTRUZIONE
La Giunta regionale, nella seduta del 21 dicembre, ha adottato lo stralcio funzionale del Piano Paesaggistico Regionale per l’isola d’Ischia e, contestualmente, il Piano di Ricostruzione di Ischia per i territori dei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. In seguito a un protocollo sottoscritto dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli nell’aprile scorso, poi integrato con un atto aggiuntivo nel mese di giugno, per la definizione degli aspetti paesaggistici del Piano di Ricostruzione, si è stabilito di adottare una sezione funzionale del Piano Paesaggistico Regionale per l’intera isola d’Ischia, validata il 18 dicembre scorso dal Comitato Tecnico Istituzionale tra Regione Campania e Ministero della Cultura. Una prima anticipazione parziale del Piano Paesaggistico che è in via di ultimazione per l’intero territorio della regione Campania. In seguito all’approvazione, la sezione funzionale del PPR sostituirà per l’isola d’Ischia il Piano Territoriale Paesistico, attualmente vigente. Il Piano di Ricostruzione disciplina gli interventi per la riparazione, il rafforzamento sismico e la ricostruzione degli edifici e degli aggregati danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017 e dagli eventi franosi del 2022, con valenza di riqualificazione territoriale e paesaggistica del patrimonio edilizio dell’isola. Prevede una serie di indicazioni che coordinano le azioni di contrasto del dissesto idrogeologico e gli interventi di ricostruzione post-sisma e la delocalizzazione ove la ricostruzione sostitutiva in sito non sia consentita dal rispetto delle disposizioni di tutela antisismica. Il Piano non prevede l’urbanizzazione di aree rurali, se non limitatamente ad alcune poche aree di atterraggio di una parte degli immobili di cui il Piano prevede la delocalizzazione; per gli altri immobili e per limitare il consumo di suolo, si prevede il riuso, la rifunzionalizzazione e la valorizzazione di strutture già esistenti.
GLI INTERVENTI
In seguito all’adozione dei due strumenti di pianificazione, si apre la fase delle osservazioni aperta alle amministrazioni locali, alla popolazione isolana, e ai vari stakeholders coinvolti, che potranno proporre modifiche o integrazioni, che si auspica porteranno ad un miglioramento del Piano. “Il valore paesaggistico che la legge attribuisce al Piano di Ricostruzione – ha affermato l’assessore Discepolo – sottolinea il carattere di unicità rispetto ad altri Piani di Ricostruzione redatti in questi anni in Italia, anche per la sua estensione sovracomunale. Con il Piano scriviamo le regole urbanistiche per la ricostruzione e la messa in sicurezza dei territori colpiti e forniamo anche indicazioni di dettaglio ai Comuni per ulteriori interventi trasformativi. Muove su percorsi paralleli al Piano Paesistico il cui stralcio funzionale per Ischia è in fase di osservazioni”. “Il modello di lavoro che abbiamo adottato per accelerare le procedure di condivisione degli aspetti paesaggistici che ricadono sul territorio di Ischia potremmo utilizzarlo anche per altri territori campani che hanno esigenze analoghe, sempre all’interno di una impostazione metodologica e di visione complessiva del territorio regionale” afferma il Soprintendente Nuzzo, che continua: “È un modello virtuoso che potrà rappresentare un riferimento per le altre Regioni nelle quali è in corso la redazione del Piano Paesaggistico”. “Il lavoro del Piano Paesaggistico che stiamo portando avanti dal 2016 – riprende l’assessore Discepolo – ha registrato negli ultimi tempi una significativa accelerazione, tenendo conto che, per come dispone il Codice del Paesaggio del 2004, le Regioni sono tenute oggi a predisporre un unico Piano Paesaggistico per tutto il territorio regionale, in collaborazione con il Ministero. Per questi motivi la giornata di oggi è particolarmente importante poiché segna un significativo risultato nella direzione di una proficua collaborazione istituzionale”.
IL PROCESSO PARTECIPATIVO
Il progetto “Paesaggi in formazione” della Regione Campania è una iniziativa dell’Assessorato al Governo del Territorio che si pone l’obiettivo di informare la comunità sull’elaborazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) ma, soprattutto, di creare momenti di confronto tra i cittadini e le cittadine che vivono il territorio e il gruppo tecnico che ha elaborato il Piano. Prima della fase di adozione del Piano si avvia un processo di informazione e condivisone sull’importanza socio-economica, culturale e ambientale del paesaggio e sull’opportunità di preservarne e valorizzarne i caratteri identitari. Il paesaggio infatti rappresenta una componente essenziale dell’ambiente di vita delle popolazioni ed espressione della diversità del loro patrimonio culturale e naturale. Con Paesaggi in_formazione si avvia quindi una fase di condivisione e ascolto oltre che con gli enti locali, le istituzioni, le rappresentanze del mondo imprenditoriale, sociale, sindacale, professionale e dell’associazionismo, con le comunità per acquisire contributi di idee sulla valorizzazione del paesaggio e per diffondere i contenuti del PPR. A tal fine, il percorso è strutturato attraverso una serie articolata di fasi e attività.
IL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE
Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) è lo strumento di pianificazione previsto dall’articolo 143 del Decreto Legislativo n. 42 del 2004 e redatto dalla Regione congiuntamente al Ministero della Cultura (MIC).Il Piano riconosce gli aspetti e i caratteri peculiari del territorio regionale e ne delimita i relativi ambiti, ovvero le aree per le quali si definiscono le prescrizioni, gli obiettivi di qualità paesaggistica e le direttive indirizzate alla tutela, conservazione e valorizzazione. Inoltre, come dichiarato dalla Convenzione Europea del Paesaggio siglata nel 2000, il Piano deve fare proprie le osservazioni, le percezioni e le proposte delle comunità che vivono e animano il territorio. A partire dal 2016 con la sottoscrizione di una lntesa lstituzionale tra Regione e Ministero, è stato avviato un complesso lavoro che ha incluso la definizione dei criteri metodologici che avrebbero guidato l’elaborazione del Piano, la messa a punto del quadro conoscitivo, l’individuazione delle “componenti paesaggistiche” e la delimitazione degli “ambiti di paesaggio”. Prima della fase di adozione, il PPR si orienta verso un’apertura al dialogo attraverso l’attivazione di un processo di coinvolgimento della comunità regionale.
1 FASE
Il processo prende ufficialmente avvio con un primo incontro pubblico volto a presentare alla comunità regionale il percorso di informazione e partecipazione e il Piano Paesaggistico Regionale. Successivamente, al fine di far conoscere lo strumento, sono previsti una serie di incontri informativi in nove ambiti del territorio regionale. Incontro di avvio Presentazione del percorso e delle attività previste. Incontri informativi. Incontri aperti a tutta la cittadinanza in cui sarà possibile informarsi sul Piano, anche attraverso domande dirette ai tecnici che hanno partecipato alla elaborazione del Piano.
2 FASE
Sulla base dei risultati emersi dalla fase di avvio e informazione, è prevista la raccolta di suggerimenti e idee sulle strategie di valorizzazione degli Ambiti di Paesaggio e sugli obiettivi di qualità paesaggistica attraverso le seguenti attività: un questionario di valutazione; la raccolta di “taccuini”; gli incontri di co- progettazione, che rappresentano la fase più operativa del percorso.Questionario orientato a raccogliere elementi di valutazione sugli Ambiti di Paesaggio e sugli obiettivi di qualità paesaggistica. Taccuini, elaborati testuali, accompagnati da immagini, che contengono approfondimenti e riflessioni che le/i cittadine/i possono condividere con il gruppo di lavoro. Co-progettazione con laboratori nei quali si condividono suggerimenti e suggestioni relativi alla valorizzazione degli Ambiti di Paesaggio.
3 FASE
“Paesaggi in_formazione” si conclude con un incontro finale, attraverso il quale verranno presentati pubblicamente gli esiti delle varie fasi del percorso partecipativo. Incontro finale:Incontro di presentazione dei contenuti del documento di sintesi finale del processo partecipativo.
GLI INTERVENTI AD ISCHIA
Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino:«Innegabile l’importanza di questo incontro per affrontare questo tema fondamentale per la nostra comunità e che finalmente vede coinvolte le istituzioni in un confronto dialettico costruttivo che non veda come per il passato una contrapposizione tra istituzioni e cittadini rispetto a quelli che sono degli strumenti di cui abbiamo bisogno per il rilancio dell’Isola che valorizzi e che non porti ad una ingessatura. Dobbiamo avere il coraggio di alimentare una partita di proposta».
Il sindaco di Barano Dionigi Gaudioso: « Fino adesso a questo piano non abbiamo mai partecipato, mi auguro che da questo momento possiamo avere un confronto migliorativo e che le nostre osservazioni possano aiutare. Ovvio che la Regione ha messo mano ad un piano che non si faceva da più di 30 anni. Ma se dobbiamo farlo deve consentirci di fare un passo avanti e non un passo indietro. Non vogliamo stravolgere tutto sull’isola, al momento penso che qualcosa si possa fare, però con i problemi che abbiamo non vorrei che con questo Piano andiamo ad ingessare tutto!» .
Il Sindaco di Casamicciola Giosi Ferrandino: « Non vedo una perfetta sovrapposizione tra quanto deciso di concerto per il Piano della Ricostruzione e quanto proposto qui oggi. Oggi senza una concertazione e condivisione ci troviamo già nella fase delle osservazioni. Quel piano ha anche una valenza di variante paesaggistica coma ha valenza di variante urbanistica. Ora se c’è un ulteriore piano sovraordinato che va a modificare, a integrare o ad ampliare quelle che Erano le decisioni prese in quel piano a qual punto dobbiamo rivederlo insieme, almeno noi comuni (Casamicciola-Lacco-Forio ndr) che abbiamo aderito alla prima fase. Allineano le osservazioni che viaggiano con un mese di differenza per poter fare delle osservazioni che siano coerenti tra i due piano. Al momento della elaborazione del piano paesaggistico del 1998 ci fu un confronto anche acceso che oggi non c’è stato. Credo che quel piano non abbiamo funzionato perché ci a ha restituito un’isola più devastata. Questa tutela eccessiva ha ottenuto l’effetto contrario anche per l’assenza di strumenti per evitarlo. L’isola è stata vittima per così dire di questa edilizia spontanea, si è costruito ovunque anche in assenza di servizi e infrastrutture. Poi c’è stato l’epilogo finale, perché se on si fosse costruito ovunque probabilmente non avremmo avuto 12 vittime. L’eccessivo vincolismo non ha funzionato ed andando a prevedere un altro eccessivo vincolismo anche con questo piano paesaggistico non si presagisce nulla di buono. Non facciamo un buon servizio alle future generazioni se ognuno si arrocca sulle proprie posizioni, si filosofeggia e non si guarda in faccia alla realtà. Questi strumenti alla fine restano strumenti che ingessano un territorio e non portano sviluppo e tutela. Ci sono 2 anni e due mesi di tempo per poter fare osservazioni, bisogna modificarlo. Spero che questo piano così come è stato varato non abbia inficiato il piano della ricostruzione già approvato».
Il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale :« Finalmente abbiamo uno strumento partecipato come mai avito prima. Abbiamo uno strumento di primo livello. Bene venga un piano Paesistico che metta in condizione il comune di avere un paese con delle regole. È un atto di civiltà. Veniamo da 30 anni di abusivismo e di condoni mai approvati. Giungiamo a questo appuntamento con l’obbiettivo e l’auspico che finalmente si possa guardare al futuro in un’ottica di tutela e valorizzazione. Però se tutela significa bloccare tutto, immodificabilità assoluta, francamente noi non vediamo alcun passo avanti. Noi sogniamo uno strumento che vada nella direzione di poter riqualificare.Vi chiedo di non essere messo nella condizione del cittadino portatore di interesse, piuttosto che della associazione che deve formulare osservazioni a uno strumento così importante, vi chiedo di convocarci come enti e di partecipare sin dall’inizio alla stesura di questo documento un piano che ingloba anche il piano della ricostruzione che ora ha bisogno di essere più speditiva, che acceleri tutte le procedure di una ricostruzione che pare finalmente possibile».
Il sindaco di SerraraFontanaIrene Iacono: «Auspico da oggi in avanti un confronto per un piano che si occupa di un territorio che va tutelato e valorizzato. Questi sono i due concetti principali di questo piano. Però una eccessiva tutela che non consenta nulla, effettivamente non è foriera di buone cose. Quindi auspico il nostro coinvolgimento e che si possa fra comprendere ai cittadini le tematiche e le problematiche per risolverle insieme. Perché noi sindaci siamo chiamati quotidianamente a dare risposte. Un territorio che troppo ingessato non consente e lo sviluppo socioeconomico deo territorio. Quindi vi chiedo di tenere anche conto della economica del nostro territorio che è turistica che necessita anche di innovazione e sviluppo di nuove tecnologie. Anche sui regimi di tutela che sono leggi dello Stato che quindi la Regione non può fare altro che recepirli, allora anche su questo dobbiamo sederci a parlare perché non possiamo ingessare tutto! ».
Il Commissario Giovanni Legnini :« Mi perdonerete se esordisco con la parabola della trinità vista la sede. Lo Spirito Santo è della Soprintendenza, il Padre non può che essere la Regione, io in via tutoriale mi accontento di essere il figlio, anche perchè l’organo commissariale non appartiene alla organizzazione stabile delle istituzioni. Quindi mi attengo a questo compito. Il presupposto su cui i due strumenti del piano della ricostruzione e del Piano paesaggistico viaggino in parallelo, ma conseguono un obbiettivo coincidente mi pone la necessità di una richiesta: noi abbiamo due alternative, ma penso che dobbiamo fare in modo che queste due procedure venga o tenute slegate non perché on ci sia necessità di una convergenza, ma perché il piano della ricostruzione cosi faticosamente composto ed altrettanto faticosamente da come tardi ed oggetto di osservazioni contiene già le previsioni recate dal Piano Paesaggistico. Il binario parallelo si motiva con l’asimmetria territoriale.Il piano della ricostruzione riguarda solo una parte del territorio, il piano paesaggistico riguarda l’intero territorio dell’isola. In secondo luongo le finalità. Se pur convergenti sono diverse: il piano paesistico e il piano paesistico, il piano della ricostruzione esaurirà i suoi effetti quando gli edifici saranno ricostruiti quindi non c’è nulla di anomalo da un punto di vista dell’assetto teorico.il legislatore è stato previdente su questo punto perché la norma sulla ricostruzione di Ischia all’articolo 24 bis ha radicato in Capo alla Regione Campania la competenza pianificata dandogli il compito di fare un piano con valenza paesaggistica c’è un piano autosufficiente che non ci faccia ricominciare daccapo. È stato previdente anche per quanto riguarda la sicurezza idrogeologica e cioè con il decreto ISCHIA a messo in capo al commissario questo benedetto piano con l’autorità di bacino per mettere in sicurezza il territorio.è chiara la complessità di questa pianificazione, il piano della ricostruzione contiene già le previsioni paesaggistiche e le previsioni di messa in sicurezza del territorio è un piano integrato a tutto tondo e contiene questi elementi.perché dobbiamo attendere il piano paesaggistico questo è il quesito che vi pongo. Il piano paesaggistico dirà qualcosa di diverso da quello che già dice l’auto sufficiente piano della ricostruzione che cosa succede non succede nulla perché il piano paesaggistico in quanto piano sovraordinato si applicherà e si applica. Io mi auguro che non sarà peggiorativo e sarà migliorativo. Sull’articolo 34 comma quattro dell’enorme e che prevedono un effetto trascinamento . Il combinato disposto tra le norme tecniche di attuazione gli atti di indirizzo del piano paesaggistico. Ora noi dobbiamo dire che si applicano le norme, gli indirizzi, i contenuti paesaggistici già previsti da questo piano si applica al piano della ricostruzione. Dopodiché si segue il percorso del piano paesaggistico che riguarda anche i territori che non hanno a che fare con la ricostruzione nel modo più sereno più partecipato che è stato chiesto. Per l’appello un’anima al “non ingessate totalmente il territorio” Posso solo dire che dall’esperienza maturata in questo percorso così bello e difficile in un territorio Colpito da due eventi catastrofici torna applicabile quel noto adagio romano del “”sumo bus summa”, a volte l’eccesso di tutela produce l’esatto opposto delle finalità. Penso che ci sono margini amplissimi per il migliorare la bellezza e la qualità paesaggistica ed ambientale. Va quasi tutto migliorato e quindi l’idea che non si può toccare questo che non si può toccare quest’altro,contraddice la necessità di migliorare e di riqualificare di rendere più bello ciò che in virtù di scelte passate non lo è».
Il Vice Commissario Gianluca Loffredo
Gianluca Loffredo con un contributo specifico e tecnico sul piano degli interventi urgenti e ha messo in evidenza la necessità di affrontare con metodo il problema dello smaltimento delle acque piovane e della permeabilità dei suoli.
Il Soprintendente Mariano Nuzzo: «Questo momento rappresenta un incontro storico rilevante per il territorio dell’isola d’Ischia è una nuova cornice normativa in realtà è un indirizzo normativo che diventa un avere propria visione culturale strategica per la costruzione, per la modellazione di questo territorio.Uno strumento attuale che sarà modello E che bisogna imparare ad utilizzare e dovremmo farlo con i sindaci.è uno strumento con una visione dinamica e non strutturata in un’ottica di assoluto fermo di ogni genere di attività, l’ambito al quale facciamo riferimento è appunto quello dedicato al Isola d’Ischia e sicuramente tra quelli regionali è il più articolato. Uno strumento ottenuto dopo un lavoro difficile ed articolato che c’è già consentito di comprendere la complessità e la fragilità di questi luoghi e ci darà anche la possibilità di valorizzare i caratteri identitari di questi siti dovrà essere uno strumento che va a letto. Lo spirito non è bloccare tutto sono termini che appartengono alle generazioni del passato lo spirito è quello di dare una lettura e di migliorare le condizioni di un sito che ha bisogno anche di innovazione. le risposte vengono date sulla base di una conoscenza approfondita del territorio e di tutte le sue dinamiche quello che si propone in una tutela intelligente contro la speculazione di cui nessuno qui ha mai parlato ma per la riqualificazione e la possibilità di migliorare. Gli altri elementi verranno analizzati anche nell’ambito dell’osservazione. Io non credo che nessuno di noi pensi che questo sia il miglior piano in assoluto, ma sicuramente è un ottimo piano per questo contesto».
L’Assessore Regionale Bruno Discepolo:«In questa fase, mentre si chiudono le osservazioni del Piano di Ricostruzione siamo qui per poter discutere insieme delle possibili osservazioni al piano paesaggistico.Legnini ha fatto un suo intervento ribadendo la posizione che io conosco da tempo relativamente all’interpretazione della norma del legislatore nazionale e l’attribuzione che la norma a fatto di valenza paesaggistica il piano della ricostruzione abbiamo lavorato non necessariamente avendo sempre un punto di vista coincidente.su questo punto io continuo a dover segnalare una differente interpretazione da quella portata dalla struttura commissariale che necessariamente si definisce nel fatto che il piano della ricostruzione non ha il potere di sostituire il piano territoriale paesaggistico per come è stato disciplinato -Legnini interrompe dicendo di non aver detto questo e Discepolo ne prende atto ma prosegue- il piano paesistico della Regione Campania è unico in Italia per come inteso e per come veniva inteso prima. Il piano è oggetto della Copianificazione con il Ministero della Cultura. Quindi come interpretare questa questione di un piano di ricostruzione che aveva i suoi tempi le tue esigenze e le sue necessità di un piano di ricostruzione che non potrebbe prevedere le cose che deve prevedere stante ancora la vigenza del vecchio piano paesaggistico, della 431 e in assenza ancora dell’approvazione definitiva del piano paesaggistico regionale? In questo senso abbiamo adottato un protocollo, sottoscritto dal Ministero e dalla Regione, stabilito un procedimento per il quale abbiamo previsto in forma sperimentale ed innovativa, credo sul piano nazionale, la possibilità, stante anche un comma della legge regionale che prevedeva questa possibilità, nell’ambito della riconoscimento di alcuni ambiti territoriali identitari di approvare, nelle more dell’approvazione definitiva del piano regionale, una sezione funzionale del piano paesaggistico che fosse riferita al Isola d’Ischia che è un ambito. Naturalmente non potevamo essere i tre comuni del cratere, ma almeno in ambito identitario che l’isola d’Ischia. Per questa ragione noi abbiamo messo in movimento questo percorso che doveva essere parallelo, di redazione del Piano di Ricostruzione, della definizione dei contenuti del Piano Paesaggistico della Regione, relativamente all’ambito, per arrivare insieme ad approvare questi due strumenti,in parallelo, in maniera tale che il Piano Paesaggistico, che da solo non può superare o sostituire il Piano Territoriale Paesistico esistente, invece potrà acquisire fino in fondo quella valenza paesaggistica perché confortato dal fatto che nel frattempo c’è anche il Piano Paesaggistico dell’Isola d’Ischia che evidentemente devono essere poi conformi l’uno con l’altro, perché altrimenti creeremo soltanto un elemento di conflitto e di problematiche. In questo senso quindi noi dobbiamo sapere che dobbiamo avere l’obiettivo di arrivare insieme oggi a chiudere la partita del piano di ricostruzione con le osservazioni e con l’approvazione e con la contestuale definizione dell’osservazioni di approvazione di questo stralcio del piano paesaggistico. Questo perché insieme questi due strumenti consentiranno di superare ciò che prevede e che eventualmente è ostativo all’ipotesi del Piano di Ricostruzione tutto ciò va fatto per consentire l’avvio concreto e definitivo della ricostruzione. C’è stato anche un fronte di polemiche, anche se credo che in qualche modo dagli interventi che sono stati fatti in maniera trasparente. Una riflessione da questo punto di vista e da ciò che ho sentito va fatta. Ovvero bisognerebbe capire che cosa vuol dire miglioramento, rispetto al piano paesistico esistente, di questo nuovo strumento. Ho sentito anche dire ai sindaci che il vecchio piano era partecipativo, cosa che non è stata. All’epoca la Campania fu l’unica regione ad essere esautorata dal suo compito e commissariata. Oggi abbiamo un piano innovativo e partecipativo che consentirà la riqualificazione e la valorizzazione dell’isola intera e la ricostruzione dei comuni colpiti dal terremoto e dalla riunione. Non voglio fare polemiche sterili oggi questo non è un prodotto finito voglio soltanto dare degli elementi per comprendere con quale strumento bisogna confrontarsi».