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L’orgoglio di Vietri sul Mare: Irene Di Palma e la scoperta sensazionale che cambia la fisica

5 marzo 2025 | 15:38

Da Vietri sul Mare alla frontiera dell’universo: Irene Di Palma, fisica all’Università La Sapienza, è protagonista di una scoperta rivoluzionaria nel campo dell’astrofisica.

Nell’ultimo episodio di Tagadà su La7, Tiziana Panella ha avuto il piacere di intervistare Irene Di Palma, professoressa di fisica all’Università La Sapienza e ricercatrice associata all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Irene,  ha condiviso con il pubblico una scoperta straordinaria: il neutrino cosmico più energetico mai osservato.

Ma cosa è un neutrino? È una particella elementare minuscola, priva di carica e incredibilmente leggera, capace di viaggiare per distanze enormi, attraversando galassie, stelle e anche pianeti. Nonostante la sua difficoltà di riconoscimento, il neutrino ha una qualità incredibile: porta con sé informazioni sulle sue origini. Ecco perché, nonostante il suo viaggio attraverso l’universo, è fondamentale studiarlo. «Rilevando i neutrini, possiamo ottenere informazioni sulle sorgenti da cui provengono, come buchi neri, supernove o altre situazioni astrofisiche estreme», ha spiegato Irene.

La scoperta a cui Irene ha partecipato è davvero unica. Un neutrino superenergetico è stato catturato da un telescopio sottomarino situato al largo di Capo Passero, in Sicilia. Questo telescopio, chiamato KM3NeT, ha una struttura davvero particolare: è composto da 230 “stringhe” verticali ancorate sul fondo marino, a 100 metri l’una dall’altra. Ogni stringa è dotata di moduli ottici che rilevano la luce blu generata quando un neutrino interagisce con la materia nell’acqua. Questo fenomeno, noto come effetto Cherenkov , permette agli scienziati di “vedere” il passaggio del neutrino, anche se è una particella che normalmente è invisibile.

Irene ha spiegato che questo neutrino potrebbe essere provenuto da una sorgente astrofisica lontanissima, fuori dalla nostra galassia, e potrebbe aver viaggiato per centinaia di anni luce. La sua capacità di attraversare intere galassie senza interagire con la materia lo rende un messaggero prezioso per gli scienziati, che possono così ottenere dettagli su eventi cosmici estremi, come buchi neri e il collasso di supernove.

Irene ha anche parlato delle due principali ipotesi riguardo l’origine di questo neutrino: potrebbe essere stato prodotto da una sorgente astrofisica, come un buco nero lontano, oppure potrebbe trattarsi di un neutrino cosmogenico, ossia una particella generata dall’interazione di raggi cosmici con il fondo cosmico a microonde, una radiazione che pervade tutto l’universo.

Tiziana Panella ha chiesto a Irene come una scoperta di questo tipo possa essere utile nella vita di tutti i giorni. Irene ha sottolineato che, sebbene l’obiettivo principale sia comprendere meglio l’universo, le tecnologie sviluppate per studiare i neutrini potrebbero avere applicazioni anche in altri campi, come la medicina, la robotica e la sicurezza.

Ma cosa ha spinto Irene a dedicarsi alla fisica? Originaria di Vietri sul Mare, Irene ha raccontato che la sua passione per la scienza è nata fin da giovane, alimentata dalla curiosità di capire come funziona l’universo. «La fisica è intorno a noi, ogni volta che facciamo bollire dell’acqua o usiamo il cellulare, stiamo applicando principi fisici», ha detto Irene. E proprio come Ulisse, la sua curiosità l’ha spinta a cercare di esplorare e capire sempre di più.

Infine, parlando del turismo spaziale, una moda che sta coinvolgendo i miliardari, Irene ha risposto con entusiasmo. «Sarebbe bello, un giorno, andare nello spazio. Sono curiosa di vedere la Terra da lì. Deve essere una vista incredibile», ha affermato.

Questa scoperta del neutrino più energetico mai osservato segna un passo importante nella ricerca astrofisica e, grazie al lavoro di scienziati come Irene Di Palma, proveniente proprio da Vietri sul Mare, siamo sempre più vicini a svelare i misteri dell’universo.