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Overtourism e false residenze, a macchia di leopardo, in tutte le regioni italiane. 

29 marzo 2025 | 12:22
Overtourism e false residenze, a macchia di leopardo, in tutte le regioni italiane. 

Dopo quella del 2023, oggi arriva un’altra notizia su 140 falsi residenti individuati ad Ischia, a seguito di una indagine del comando provinciale della Guardia di Finanza, che ha individuato immobili dichiarati come prima casa ma di fatto riconducibili a persone solo formalmente residenti ma che in realtà abitano in altri comuni.

Accade però in tutte le località turistiche italiane, in Veneto un residente su quattro potrebbe essere fasullo, come emerge dai dati Uncem, l’Unione nazionale Comuni, secondo i quali l’usanza di fissare la residenza della seconda casa a moglie o figli sarebbe più diffusa di quanto si possa pensare.

In Campania é il classico “Segreto di Pulcinella” quello del fenomeno delle false residenze nelle località di vacanza, che non si limita affatto alle isole del golfo partenopeo.

La recente dichiarazione di Rosario Lotito in proposito, dimostra che anche la costa sorrentino-amalfitana ne sta soffrendo ampiamente: “Il fenomeno delle false residenze in penisola Sorrentina sta destando una crescente preoccupazione“.

Si tratta sostanzialmente di un fenomeno legato a doppio filo all’overtourism, dato che con l’aumentare della domanda turistica, crescono i profitti ma anche la tassazione immobiliare, così che tanti coniugi, per molti anni, sono ricorsi all’escamotage di richiedere una fittizia residenza disgiunta, così da eludere IMU, Tari e Tasi, oltre che beneficiare di riduzioni tariffarie sulle utenze, i trasporti, i parcheggi ed esenzioni per ztl locali.

Il danno erariale maggiore tuttavia, è quello relativo alle agevolazioni sulla tassazione dovuta all’acquisto stesso dell’immobile, se esso risulta come prima casa.

Che dire infine su quella Legge dello Stato, che regola lo stipendio erogato a sindaci, assessori e consiglieri comunali, fatto in base alla grandezza del comune, cioè in base numero di cittadini residenti?

Spesso nei piccoli comuni infatti, si chiude volentieri un occhio su veri o falsi residenti, divenuti sempre più preziosi per il fenomeno dello spopolamento, sia quello dovuto all’overtourism che tende all’utilizzo degli immobili per gli affitti brevi, che per il calo delle nascite e l’aumento della popolazione anziana, che si trasferisce in strutture dedicate, presenti quasi sempre fuori comune.

Eppure le avvisaglie di questo problema ci sono sempre, perché quando le invasioni di turisti, alzano esageratamente il costo degli affitti, gli abitanti “veri” sono costretti ad andarsene, non trovando più posto in questi grandi “alberghi diffusi”: ecco che allora avanzano i “furbetti” a caccia di buoni affari.

Al contempo la mutazione di molti dei piccoli borghi turistici in parchi tematici, sta preoccupando sempre di più anche i politici locali, nei quali monta la paura di rimanere a secco di elettori.

Sarà questa la ragione di tanta distrazione sulle false prime case?

Intanto, tra le cose da sapere, c’è che nel 2022 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma, per i coniugi che vivono in abitazioni differenti.

Eliminando il riferimento al nucleo familiare, di fatto è stata resa possibile l’esenzione per entrambi gli immobili, purché si verifichi “effettivamente”, per ciascuno di questi, la condizione della residenza e dimora abituale, eventualmente pet uno solo dei due.

Una condizione che può essere provata solo attraverso le utenze di acqua, elettricitàe gas, che dimostrino consumi congrui durante i mesi dell’anno o anche con la scelta del medico di base in loco.

Va tenuto conto che in Italia se si dichiara una residenza falsa,  si rischia una condanna penale alla reclusione da tre mesi a due anni, fissata dall’articolo 483 del codice penale, per il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

In futuro forse l’unione dei piccoli comuni limitrofi potrà risolvere il problema, apportando anche altri benefici, come quelli di poter richiedere finanziamenti pubblici più consistenti.

Un discorso del tutto diverso è quello dei piccoli borghi dell’entroterra non turistici, dove i proprietari di case, spesso ricevute in eredità da nonni e genitori, non potendosi permettere di manutenerle o metterle in alcun modo a reddito, sono “costretti” a residenze fittizie pur di ridurre i costi e non abbandonarle.