38 famiglie combattono per la loro casa |
Cronaca
/

Sant’Agnello, 38 famiglie si appellano alla Cassazione: “Non vogliamo essere sfrattati”

21 marzo 2025 | 11:59
Sant’Agnello, 38 famiglie si appellano alla Cassazione: “Non vogliamo essere sfrattati”

Dopo anni di battaglie legali, le 38 famiglie di Sant’Agnello si appellano alla Cassazione per fermare lo sgombero. Case pagate, promesse disattese e una giustizia che sembra voltare le spalle: il loro futuro è appeso a un filo.

Non si placa la battaglia delle 38 famiglie che vivono nel complesso residenziale di via Monsignor Bonaventura Gargiulo a Sant’Agnello. Dopo l’ultima decisione del gip di Torre Annunziata, che ha ordinato lo sgombero, il comitato degli assegnatari ha annunciato un ricorso in Cassazione. Si tratta di una lotta che va avanti da anni, con un intreccio di decisioni giudiziarie che sembrano cambiare direzione ogni volta, lasciando i residenti in un limbo insostenibile.

La storia inizia nel 2016, quando il Comune di Sant’Agnello lancia un bando per la costruzione di un moderno complesso residenziale ecosostenibile. Dopo aver superato tutte le verifiche richieste, i futuri inquilini firmano i contratti e iniziano a versare le somme necessarie alla realizzazione degli appartamenti, per un totale di circa 160mila euro a famiglia. Tutto sembra andare per il verso giusto fino al febbraio 2020, quando la Procura di Torre Annunziata sequestra l’intero cantiere per presunte irregolarità urbanistiche. Da quel momento, inizia un continuo tira e molla giudiziario: prima il sequestro, poi il dissequestro, poi di nuovo il sequestro, fino alla recente decisione che ordina l’allontanamento delle famiglie.

Un incubo senza fine: chi difende i residenti?

Oggi, la situazione è drammatica. Le famiglie, che hanno investito tutti i loro risparmi in queste case, si trovano a dover affrontare l’incubo di essere cacciate via. Molti di loro hanno bambini piccoli, anziani o persone con disabilità in casa, e l’idea di finire per strada è insostenibile. “Ci sentiamo abbandonati da tutti”, dicono esasperati. “Abbiamo seguito le regole, ci siamo fidati del Comune e ora veniamo trattati come se fossimo degli occupanti abusivi.”

L’ultima speranza è il ricorso in Cassazione, che potrebbe ribaltare ancora una volta la situazione. Intanto, la tensione cresce e il timore è che lo sgombero possa avvenire da un momento all’altro. La domanda che tutti si pongono è una sola: possibile che i diritti di 38 famiglie vengano messi da parte per un cavillo burocratico? Serve una risposta, e serve in fretta.